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Vaccino AstraZeneca: le catene WhatsApp e le fake news pericolose

Grande confusione tra gli italiani sul vaccino AstraZeneca: a causarla sono state anche le tante catene WhatsApp dei giorni scorsi con le quali sono state diffuse notizie false. A chi credere ora?

Quella di ieri è stata una giornata all’insegna della confusione sul vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca: come ben sappiamo, infatti, il vaccino è sotto la lente d’ingrandimento delle autorità sanitarie di tutta Europa e ieri pomeriggio è stato sospeso in via precauzionale. Prima dell’annuncio ufficiale, però, abbiamo avuto conferma di quanto possano essere pericolose le catene di messaggi su WhatsApp.

Da giorni, infatti, giravano in tutta Italia messaggi su WhatsApp in cui si diceva che il vaccino è pericoloso e che era stato già bloccato anche nel nostro Paese. Questi messaggi hanno indotto alcune persone a rifiutare la somministrazione del vaccino o a non presentarsi all’appuntamento, poiché credevano fosse stato annullato. Per un certo periodo tramite WhatsApp è stato fatto girare anche un messaggio assolutamente falso in cui si invitavano gli ultraottantenni a telefonare ad un numero per prenotare il vaccino. Il tema vaccinazioni, quindi, è stato usato in ogni modo possibile, anche a scopo di phishing.

Vaccino AstraZeneca: i due comunicati della PolPoste

A dimostrazione del fatto che l’unico risultato ottenuto da chi diffonde e condivide questi messaggi su WhatsApp o altre piattaforme di messaggistica istantanea sia la disinformazione, che ostacola la circolazione delle informazioni corrette e utili per tutti, c’è il doppio comunicato stampa della Polizia Postale di ieri.

In un primo tempo, in mattinata, a fronte di un aumento della circolazione delle fake news sul vaccino tramite WhatsApp la Polizia aveva invitato tutti a non fidarsi di tali messaggi e aveva smentito il fatto che il vaccino fosse stato ritirato, ricordando che solo un lotto era stato sospeso.

Poi, nel pomeriggio, arriva la nota ufficiale dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che annuncia l’effettiva sospensione della somministrazione di tutti i lotti del vaccino AstraZeneca in Italia in via precauzionale, e la Polizia Postale esce con una seconda nota per annunciarlo.

Il risultato di tutto ciò era ovvio: chi ha letto le due notizie è rimasto confuso, non riuscendo a capire quale fosse la verità visto che la stessa Polizia aveva comunicato (non per scelta, ma per dovere) due informazioni opposte tra loro.

Vaccini anti Covid: il problema phishing

Il secondo aspetto di questa vicenda, favorito dalla grande disinformazione che viaggia tramite WhatsApp, è la facilità con la quale i cybercriminali riescono a mettere a segno le loro frodi facendo phishing sui vaccini. Cioè inviando email, messaggi WhatsApp ed SMS contenenti allegati infetti o link a siti contraffatti.

Nella maggior parte dei casi lo scopo finale degli hacker è impossessarsi di dati personali e documenti dei cittadini, da usare in un secondo momento per fini illeciti. In alcuni casi, però, potrebbero essere persino chiesti i dati di una carta di credito per verificare l’età della persona, al fine di prenotare la vaccinazione (che, come sappiamo, va per fasce d’età).

Sono già migliaia i domini Web scoperti che sono stati aperti con il solo scopo di far cadere in errore gli utenti con il pretesto di prenotare la vaccinazione.

Vaccini anti Covid: dove trovare le informazioni giuste

La risposta a questa domanda l’ha già data la stessa Polizia Postale: “Si ricorda che le uniche informazioni e comunicazioni attendibili, riguardanti la campagna vaccinale in atto contro il Covid19, sono quelle reperibili sul sito ufficiale dell’Agenzia Italiana del Farmaco“.

L’unico sito affidabile sul tema vaccini, quindi, è quello dell’AIFA (www.aifa.gov.it). Come ricorda ancora la Polizia Postale, infine, “AIFA renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose“.

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