chip vivo v1 Fonte foto: Vivo / Weibo
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Vivo ha prodotto un nuovo chip per smartphone: a cosa serve

Vivo ha lavorato dietro le quinte allo sviluppo di un nuovo chip per smartphone e di altre novità in ambito fotografico: ecco quali e di cosa si tratta

Oltre 300 persone impegnate in ricerca e sviluppo per 24 mesi, due anni. Tanto è costato a Vivo lo sviluppo di un nuovo chip per smartphone che l’azienda cinese ha ufficializzato nelle scorse ore, un prodotto che dovrebbe garantire un notevole salto di qualità in fatto di fotografia oltre che dare al produttore una certa indipendenza.

Di questi tempi infatti non si può mai dire, e sembra che la vicenda Huawei con il blocco commerciale imposto dagli Stati Uniti abbia insegnato parecchio. Un numero sempre maggiori di aziende sta cercando di “mettersi in proprio“, specie quando la tecnologia e la formazione degli uomini a disposizione consentono di farlo. Così Vivo ha lavorato sodo per sviluppare in casa quello che è il suo primo chip per immagini, di fatto un ISP, chiamato Vivo V1. Dalla novità l’azienda è certa di ottenere grossi benefici, sia in termini di risparmi sui costi (il che aiuta ad offrire smartphone più convenienti), sia in quanto a migliorie alla qualità di foto e video.

Il nuovo chip Vivo V1 per le fotografie

Il chip Vivo V1 è frutto dell’impegno dell’azienda in ricerca e sviluppo, ma anche della collaborazione con una realtà del calibro di Zeiss, che ha assistito Vivo nella realizzazione dell’ISP e nel miglioramento delle ottiche per smartphone.

Essendo un componente sviluppato in casa, il chip V1 è stato sviluppato inseguendo gli aspetti che Vivo ha ritenuto prioritari per migliorare le prestazioni dei suoi smartphone. L’azienda afferma che V1 ha tempi di risposta (o latenza) irrisori e bassi consumi di energia con un’elevata potenza di calcolo nonostante il chip teoricamente non ne abbia bisogno, operando in stretta collaborazione con il chip principale dello smartphone.

Vivo V1 ha così tanta potenza e rapidità che secondo l’azienda può eseguire all’occorrenza l’elaborazione in parallelo dei dati di GPU e DSP, il che offre benefici tangibili in termini di incremento dell’efficienza complessiva. Nella maggior parte dei casi, i produttori si affidano gli ISP come il Vivo V1 che chi costruisce il chip principale dello smartphone – Qualcomm, MediaTek, Samsung, eccetera – integra nello stesso, ed il limite di questa soluzione è che l’ISP non può essere personalizzato a seconda delle esigenze del singolo produttore: è così e ci si deve adattare.

In questo modo invece Vivo supera questo limite, sviluppando il suo ISP sulla base di ciò che ha ritenuto più opportuno. È una novità che potrebbe portare potenzialmente importanti migliorie alle qualità di scatto degli smartphone Vivo, per cui c’è molta curiosità di vederlo all’opera.

Le altre novità in tema foto e video

Nel corso dello stesso evento in cui è venuto alla luce il chip V1, Vivo ha annunciato altre novità inerenti l’ambito fotografico per smartphone. Delle lenti in vetro sviluppate al fianco di Zeiss a bassissima dispersione e ad alta trasmittanza che possono ridurre la dispersione cromatica, quindi il cosiddetto lens flare con risultati paragonabili a quelli delle fotocamere professionali, ai rivestimenti multi strato per le lenti allo scopo di eliminare i riflessi e altre imperfezioni che sviliscono le foto, specie quelle scattate in condizioni di luce difficili.

Il tutto verrà implementato nelle prossime generazioni di smartphone Vivo.

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