I vulcani potrebbero aiutarci contro le emissioni di C02 Fonte foto: 123rf
SCIENZA

I vulcani potrebbero aiutarci nella lotta contro le emissioni di carbonio

I ricercatori hanno scoperto che regolano sia l'emissione che la rimozione dell'anidride carbonica atmosferica (CO2) e che sono responsabili di importanti climatici.

Sulla Terra ci sono circa 1.500 vulcani potenzialmente attivi, molti dei quali si trovano nel cosiddetto "anello di fuoco" dell’Oceano Pacifico. La loro presenza ha suscitato leggende e storie di vario genere, ma la verità è che sono responsabili di importanti meccanismi climatici. I ricercatori dell’Università di Southampton hanno scoperto che i vulcani si occupano sia dell’emissione che della rimozione dell’anidride carbonica atmosferica (CO2), che ha contribuito a stabilizzare la temperatura della superficie della Terra per milioni di anni. I risultati sono stati pubblicati su Nature Geoscience.

Lo studio sui vulcani e l’emissione di CO2

In collaborazione con i colleghi dell’Università di Ottawa, dell’Università di Leeds, dell’Australian National University (ANU) e dell’Università di Sydney, gli scienziati dell’Università di Southampton hanno studiato l’impatto combinato dei processi nella Terra, negli oceani e nell’atmosfera negli ultimi 400 milioni di anni, ovvero come i diversi processi, incluso il modo in cui l’oceano aiuta a catturare parte della CO2 dell’atmosfera, sono collegati ad altri sistemi naturali.

"È un atto di equilibrio. Da un lato, questi vulcani hanno pompato grandi quantità di CO2 che ne hanno aumentato i livelli nell’atmosfera. D’altra parte, questi stessi vulcani hanno contribuito a rimuovere quel carbonio attraverso reazioni di invecchiamento rapido", ha affermato il coautore Martin Palmer, professore di geochimica dell’Università di Southampton. I ricercatori hanno creato una “rete terrestre" utilizzando algoritmi di apprendimento automatico e ricostruzioni di tettoniche a placche. Questa rete li ha aiutati a interpretare come le diverse interazioni nei sistemi della Terra, compresi quelli dei vulcani, siano cambiati nel tempo e abbiano influenzato la diffusione di anidride carbonica nell’atmosfera del pianeta.

Nell’analisi ha avuto un ruolo predominante l’erosione chimica che rilascia ioni di calcio, magnesio, potassio o sodio. Questi elementi formano minerali che bloccano la CO2 nell’atmosfera, regolando il clima globale. Si è scoperto che la roccia vulcanica è frammentata e chimicamente reattiva e può rapidamente deteriorarsi e finire negli oceani per aiutare a intrappolare l’anidride carbonica. La nuova deduzione mette in dubbio l’idea secondo cui l’oceano è il più grande fattore trainante per gli agenti atmosferici e la cattura naturale del carbonio.

L’autore principale dello studio Tom Gernon, professore associato di scienze della terra presso l’Università di Southampton, ha chiamato i vulcani un “termostato geologico" che aiuta a regolare i livelli di anidride carbonica della Terra. Alla domanda se i vulcani possano essere utilizzati per mitigare l’attuale crisi climatica, Gernon ha però sottolineato che le emissioni di CO2 sono a livelli record. “I vulcani non sono certamente una soluzione, di per sé", ha detto aggiungendo che possono "essere solo una parte delle molte soluzioni necessarie". In ogni caso il ricercatore spera che lo strumento di apprendimento automatico e i dati raccolti possano portare a potenziali soluzioni che coinvolgano le rocce vulcaniche in futuro.

Intanto un’altra ricerca ha ipotizzato che il livello del mare di Santorini possa aiutare a prevedere le eruzioni, mentre un team di chimici ha individuato una sostanza, nell’attività vulcanica alla fine del Permiano, che avrebbe causato la più grande estinzione della Terra.

Stefania Bernardini

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