Vulcani, come il mare potrebbe insegnarci a prevedere un’eruzione Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Vulcani, come il mare di Santorini potrebbe insegnarci a prevedere un’eruzione

La scoperta potrebbe aiutare a predire successive eruzioni. Una ricerca ha dimostrato che la probabilità che l’attività vulcanica sull’isola riprenda è collegata all'altezza del livello dell’acqua.

Il livello del mare di Santorini potrebbe aiutare a prevedere l’eruzione del vulcano. La nuova scoperta potrebbe anche essere estesa all’attività vulcanica di altre isole. La ricerca, realizzata da un team della Oxford Brookes University, è stata pubblicata su Nature Geoscience e parte dall’ipotesi che un’enorme esplosione a Santorini in Grecia abbia provocato il crollo di una delle più grandi civiltà dell’epoca 3.500 anni fa. Dallo studio delle eruzioni nell’isola nel corso degli anni, gli scienziati hanno osservato che i cicli di attività vulcanica sembrano essere guidati dall’altezza dell’acqua del mare.

L’eruzione del vulcano di Santorini e i livelli del mare

Circa 3.700 anni fa Santorini faceva parte di un’isola molto più grande, centro della cultura minoica che si trovava su un enorme vulcano che esplose. L’eruzione provocò la formazione di una serie di piccole isole sul bordo della caldera. Prima di questo evento, il vulcano aveva già eruttato molte volte e i ricercatori hanno osservato che i cicli erano guidati dal mare. "Il livello del mare ha avuto un ruolo importante nel determinare i tempi delle eruzioni a Santorini, e probabilmente in molti altri vulcani insulari in tutto il mondo", ha affermato il ricercatore a capo dello studio, il dottor Christopher Satow della Oxford Brookes University.

"Il meccanismo è abbastanza semplice – ha spiegato Satow – l’abbassamento del livello del mare rimuove la massa dalla crosta terrestre e di conseguenza la crosta si frattura. Queste fratture consentono al magma di salire e alimentare le eruzioni in superficie". Tuttavia, c’è un ritardo tra la frattura e l’eruzione. Tutte tranne tre delle 211 eruzioni negli ultimi 360.000 anni si sono verificate 11.000 anni dopo un periodo in cui il livello del mare era di almeno 40 metri al di sotto dell’altezza attuale.

A causa dell’innalzamento degli oceani alla fine dell’ultima era glaciale, Santorini si starebbe avvicinando a un periodo abbastanza sicuro, ovvero con scarso rischio di eruzioni. Il clima avrebbe quindi un’influenza sull’attività vulcanica e i cambiamenti climatici, con lo scioglimento delle calotte glaciali, potrebbero modificare i cicli dei vulcani non solo sull’isola greca ma anche in altre parti del mondo.

Se il clima ha effetti sull’attività vulcanica, è vero anche il contrario. Un team di chimici ha individuato una sostanza, nelle eruzioni che hanno causato la più grande estinzione della Terra, ritenuta responsabile di aver alterato la chimica degli oceani del pianeta, innescando un effetto domino che alla fine ha soffocato gli animali in tutto il mondo.

Stefania Bernardini

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