Vulcani, potrebbero rivelare causa della più grande estinzione Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Vulcani, potrebbero rivelarci la causa della più grande estinzione della Terra

La sostanza, che avrebbe alterato la chimica degli oceani e soffocato una moltitudine di animali, è stata individuata da alcuni chimici nell'isotopo di nichel

Oltre un quarto di miliardo di anni fa, alla fine del Permiano, ossia l’ultimo dei sei periodi in cui è divisa l’era geologica del Paleozoico, avvenne quella che viene riconosciuta come la più importante estinzione di massa nella storia della Terra. In quel periodo nove su dieci specie marine morirono e quasi tre quarti delle specie terrestri furono decimate. La causa è stata individuata, qualche anno fa, in un’estrema attività vulcanica che ha interessato l’intero globo, nella quale furono proiettate in aria sostanze tossiche che ridussero l’ossigeno negli oceani. Ora, un team di chimici, avrebbe individuato cosa, nello specifico, provocò l’immensa devastazione: un isotopo di nichel.

Cosa ha causato la più grande estinzione della Terra

Gli esperti hanno trovato tracce di un isotopo di nichel che ha alterato la chimica degli oceani del pianeta, innescando un effetto domino che alla fine ha soffocato gli animali in tutto il mondo. Indizi significativi sono stati trovati nella geologia di Meishan, una prefettura nella provincia cinese di Zhejiang. Tra i sedimenti che compongono la striscia di roccia compressa, simili ad altri strati in tutta la Terra, c’è un’insolita concentrazione di nichel.

“Il nichel è un metallo essenziale per molti organismi, ma un eccessivo aumento avrebbe determinato un insolito aumento della produttività dei metanogeni, microrganismi che producono gas metano“, ha spiegato la geochimica Laura Wasylenki della Northern Arizona University. Wasylenki e il suo team hanno analizzato campioni di scisto nero prelevati dal Canada artico, che rappresentano depositi impoveriti di ossigeno durante l’estinzione di massa di fine Permiano. Le concentrazioni di uno specifico isotopo di nichel insieme alla quantità totale dell’elemento sono state tracciate per un lungo periodo durante l’estinzione e quindi confrontate con le previsioni di diversi modelli esplicativi.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications. La sedimentazione su larga scala degli aerosol ricchi di nichel ha prodotto due effetti principali: un notevole consumo dell’ossigeno nell’oceano, che ha portato all’acidificazione delle acque e all’anossia, oltre al deterioramento dell’ambiente sulla terraferma per gli organismi terrestri. "I nostri dati – ha spiegato Wasylenki – forniscono un collegamento diretto tra la dispersione globale di aerosol ricchi di nichel, i cambiamenti nella chimica dell’oceano e l’evento di estinzione di massa".

Riguardo alla geologia della Terra, alcuni scienziati hanno elaborato un studio sul battito cardiaco del globo terrestre. Ogni 27 milioni di anni circa si verificherebbero una serie di eventi, come l’innalzamento del livello del mare, eruzioni vulcaniche e riassestamento delle placche terrestri che darebbero vita al cosiddetto "battito".

Stefania Bernardini

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