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SICUREZZA INFORMATICA

WhatsApp regala 1000 GB per il suo decimo anniversario? È una truffa

La piattaforma di messaggistica nuovamente al centro di un tentativo di truffa. Questa volta, però, la minaccia sembra essere più innocua di altre volte

1 Agosto 2019 - Di tentativi di truffe su WhatsApp se ne contano ormai a decine, se non a centinaia. Con più di un miliardo di utenti unici mensili, infatti, la piattaforma di messaggistica di proprietà di Facebook è tra le soluzioni più gettonate dagli hacker per architettare truffe e tentativi di phishing.

Cybertruffe sempre più articolate e difficili da scoprire, specialmente se “taylor made”. I truffatori digitali, facendo leva sulla nostra curiosità e sfruttando a loro favore le nostre abitudini, sono in grado di architettare raggiri che sembrano per l’appunto “cuciti” sulle nostre esigenze. I messaggi possono essere i più disparati, ma l’obiettivo finale resta sempre lo stesso: sperare che l’utente abbocchi e clicchi sul link. Un gesto apparentemente innocuo, ma che nella peggiore delle ipotesi può portarci a vivere una situazione davvero poco piacevole.

Come funziona la truffa su WhatsApp dei 1.000 giga gratis

L’ultimo allarme relativo ad un tentativo di truffa su WhatsApp è stato lanciato dagli analisti di Eset, azienda israeliana specializzata in software antivirus. Un numero crescente di utenti sta ricevendo un messaggio nel quale si afferma che WhatsApp regala 1.000 gigabyte di Internet gratis per festeggiare i suoi primi 10 anni di vita. Come sempre, per attivare questa promozione a dir poco “galattica”, occorre cliccare sul link. A differenza di altre occasioni, però, il dispositivo non viene infettato, né si subirà il furto di dati.

Tentativo maldestro?

Secondo Ian Thornton-Trump, capo della cyber sicurezza di Amtrust International, siamo in presenza di un vero tentativo di phishing e WhatsApp dovrebbe avvisare i propri utenti dei possibili rischi. I ricercatori Eset, però, sono di parere opposto. Il tentativo di truffa sembrerebbe un po’ maldestro, in quanto il link conduce su un sito web che, come detto, non ha né malware né è stato creato per rubare i dati degli utenti.

Secondo gli analisti Eset si tratterebbe solamente di una bufala volta a monetizzare il traffico “dirottato” sul portale web grazie ad annunci pubblicitari sparsi un po’ ovunque. Inoltre, le menti dietro questa nuova truffa sono volti noti del panorama delle cybertruffe, già conosciuti per finte offerte di marchi importanti come Adidas e Nestlé.