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WindTre, entro la fine del 2020 le prime offerte 5G

WindTre è pronta a lanciare le prime offerte 5G entro la fine dell'anno in 70 comuni italiani: si lavora per avere un'architettura di rete stabile

Entro fine 2020 WindTre potrebbe attivare la sua nuova rete veloce 5G in 10 capoluoghi italiani, per arrivare a 70 città entro fine 2021. Lo ha affermato il CEO dell’azienda di Tlc Jeffrey Hedberg in un’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale.

Secondo Hedberg, infatti, l’emergenza Covid-19 non ha rallentato molto lo sviluppo della rete perché, per fortuna, l’azienda aveva già certificato la sua attuale rete cellulare come “5G Ready Top Quality“. Durante la fase di maggior traffico dati del lockdown, quella durante la quale c’è stato il boom delle videochiamate e dello smartworking, la rete WindTre ha retto bene aumenti di traffico mobile del 40% (e del 60% nel traffico su rete fissa). Ad oggi, quindi, WindTre ha circa 20.000 siti di trasmissione pronti per l’aggiornamento al 5G presenti sul territorio italiano.

Una grande opportunità

Nell’intervista a QN Jeffrey Hedberg spiega che la nuova rete 5G è una “grande opportunità e una garanzia per la crescita e lo sviluppo del sistema-Paese, una rivoluzione globale che può vedere l’Italia tra i protagonisti perché qui la sperimentazione è partita in modo tempestivo. La nuova tecnologia consentirà di ospitare il traffico crescente, che presto le reti 4G non riusciranno più a reggere, ma soprattutto potremo fare cose che oggi non sono possibili“. Come la telemedicina e lo smartworking di massa, per fare solo i due esempi più facili da comprendere.

La variante PA

Il vero dubbio, nello sviluppo della rete 5G di WindTre (e di tutti gli altri operatori) è la velocità di risposta della Pubblica Amministrazione. Della burocrazia, in sostanza. Spiega Hedberg: “E’ necessario che l’Amministrazione pubblica e la politica locale facciano la loro parte perché molto spesso i permessi per gli impianti impiegano troppo tempo ad arrivare e molti sindaci stanno cedendo alla pressione di un movimento contro il 5G. Tutti abbiamo apprezzato il ruolo delle reti in questi mesi difficili, com’è possibile che ci sia chi vuole bloccare il progresso e farci tornare indietro?“.

Un piano nazionale

Infine, e la cosa non è casuale vista la recente discussione del Piano Colao agli Stati Generali dell’Economia, il CEO di WindTre parla della necessità di un “piano per la crescita, abilitato dalle reti ultrabroadband, dalle tecnologie digitali e dall’investimento sulle persone e i talenti. Risorse che all’Italia non mancano certo“. Il riferimento, chiaro e diretto, è all’ampia sezione del Piano Colao in cui si auspica la creazione di un ambiente favorevole (che secondo Colao deve prevedere anche contributi pubblici) per lo sviluppo della rete in fibra ottica e del 5G.

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