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SICUREZZA INFORMATICA

Microsoft e Google si alleano contro la pirateria sul web

Google e Microsoft si impegnano a declassare i contenuti 'pirata' nei risultati dei loro motori di ricerca a livello mondiale

20 Febbraio 2017 - Google e Microsoft – ed è la prima volta che succede a livello mondiale – hanno trovato un accordo a livello mondiale ‘anti-pirateria’ che penalizza fortemente i contenuti che non rispettano le regole del diritto d’autore ‘pirata’ che (quasi) spariranno dai risultati di ricerca.

La decisione era nell’aria. E così il Property Office (IPO) – l’ufficio delle intellettuale – ha confermato che Google search e Bing hanno sottoscritto un codice di condotta volontario che entrerà in vigore prossimo primo giugno. I due motori di ricerca engine tra i più utilizzati al mondo non hanno, e altri search engine meno gettonati, in realtà, avuto molta scelta in materia, visto che il Governo britannico li avrebbe comunque costretti, in ogni caso, a sviluppare e mettere in atto una strategia anti-pitateria – volente o nolente – nel brevissimo periodo. Google e Microsoft hanno così deciso di giocare di anticipo.

Risultati depurati

Il codice prevede che Google e Microsoft operino una “messa a punto” degli rispettivi algoritmi dei rispettivi motori di ricerca in modo che persone alla ricerca di film, libri digitali e dirette sportive saranno automaticamente indirizzati verso i fornitori legittimi piuttosto che su a siti che ospitano il contenuti coperti da copyright. Jo Johnson, Ministro di Stato per l’Università, la scienza, la ricerca e l’innovazione sostiene che resta ancora da vedere quanto queste misure saranno efficaci, ma si dichiara piuttosto soddisfatto che qualcosa si stia muovendo nella direzione di bloccare il proliferare di materiale pirata online. «I motori di ricerca svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare i consumatori a trovare i contenuti online». Gli utenti sono sempre più orientati verso per la musica, i film, gli e-book, e una grande varietà di altri contenuti presenti sul web. È quindi fondamentale che vengano presentati link a siti e servizi legittimi, ed esclusi quelli illegali.

Il Regno Unito in pole position

Questo codice di condotta siglato da Google e Microsoft fa seguito a misure anti-pirateria che sono già in vigore nel Regno Unito, tra un blocco ordinato dei siti pirata ordinato sito da un giudice, gli sforzi per ridurre la pubblicità che appare sui siti web illegali e la campagna educativa “Get it Right From A Genuine”.

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