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Europa, proposta per aumentare la privacy interessa i giganti del web

L'UE studia un nuovo regolamento che consente di proteggere in maniera più efficacie la privacy degli utenti. Interessa, in particolare, Google, Facebook e WhatsApp

12 Gennaio 2017 - La Commissione europea chiede una normativa più severa per la tutela della privacy dei cittadini: nel mirino tutti i servizi di comunicazione e messaggistica. La bozza del nuovo regolamento, nei piani di Bruxelles, mira ad applicare a email e chat le stesse norme attualmente in vigore i tradizionali operatori di telecomunicazione.

L’Europa pretende che la privacy sia garantita sia per il contenuto delle comunicazioni sia per i “metadati” – quindi anche sull’ora della chiamata, la durata o il luogo da cui viene effettuata – e punta a regole più semplici per la gestione dei cookie (o altri identificatici come, per esempio, i contatori) da parte degli utenti e a una protezione a 360 gradi contro lo spamming. La nuova proposta di regolamento della Commissione europea, insomma, introduce l’obbligo del consenso esplicito per il trattamento di qualsiasi informazione personale online che riguarda gli utenti.

WhatsApp, Facebook e Google sotto la lente d’ingrandimento

La Commissione europea chiede, pertanto, al Parlamento e al Consiglio di operare in tempi brevi per poter sostituire l’attuale Direttiva 2002/58 sulla protezione dei dati in favore del nuovo regolamento – più attuale e in linea con le innovazioni tecnologiche – entro la fine di maggio del 2018. La novità è, quindi, l’estensione della norma vigente sulla privacy anche ai servizi di comunicazione e messaggistica. La nuova normativa, tradotta in pratica, non permette più a servizi come Gmail, per esempio, di conoscere il contenuto e nessuna altra informazione – come i metadati – dei messaggi di posta senza prima aver ricevuto l’esplicito consenso da parte di un utente. Senza il consenso non possono usare i suoi dati, e senza i suoi dati, non possono inviargli pubblicità mirata. È chiaro che regole così rigide metteranno in grande difficoltà la maggior parte dei servizi gratuiti che vivono proprio di advertising. Lo spesso vale per i servizi di messaggistica istantanea: non è possibile memorizzare nulla, ma proprio nulla, senza l’autorizzazione degli utenti.

Nuove regole anche per i cookie

Discorso simile anche per i cookie. L’obiettivo qui è semplificare la loro gestione da parte degli utenti che oggi continuano a visualizzare quel fastidioso banner sui siti che chiede se accettano l’invio di “biscottini” sul proprio computer: un banner che molti accettano o che chiudono senza neanche leggerlo. La proposta europea prevede, invece, un’impostazione predefinita dei browser – che può essere eventualmente modificata – che accetta in automatico i cookie non intrusivi e blocca quelli che in qualche modo ledono la privacy. Un esempio di cookie “innocuo” potrebbe essere quello del carrello degli acquisti effettuati online, uno meno innocuo, invece, è quello di localizzazione perché può essere usato per inviare eventuale pubblicità mirata o chissà cos’altro.

Obiettivo, debellare lo spam

Ultimo, ma non meno importante, è il capitolo dedicato alla posta indesiderata, ma non solo. L’Europa vuole mettere al bando ogni tipo di comunicazione non richiesta, a prescindere dal mezzo utilizzato, quindi, non solo le email, ma anche gli SMS e le telefonate se gli utenti, anche in questo caso, non ne hanno dato l’esplicito consenso. Sarà la soluzione alle chiamate a ogni ora da parte dei call center? Forse. La nuova normativa propone che chi effettua telefonate a scopo commerciale deve mostrare il proprio numero o usare un apposito prefisso che specifichi la natura della chiamata. Oppure puntare nuovamente su una soluzione tipo il “Registro delle Opposizioni”.

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