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SMART EVOLUTION

Mai più schermi rotti grazie a una nuova tecnologia di stampa 3D

Un gruppo di scienziati dell’Università di Melbourne ha creato una tecnica di stampa 3D che usa un gel auto-riparatore in grado di aggiustare vari oggetti

Domanda facile: qual è l’incubo della maggior parte delle persone quando comprano uno smartphone? Se state pensando farlo cadere e rompere lo schermo siete sulla strada giusta. Grazie a un gruppo di scienziati dell’Università di Melbourne però questo potrebbe non essere più un grande problema.

I ricercatori dell’università australiana hanno realizzato un particolare metodo di stampa 3D che permette di riparare anche gli schermi più danneggiati da cadute o colpi. Questo avviene grazie a un nuovo tipo di inchiostro che va a inserirsi tra le crepe del vetro del display dello smartphone. L’ingegnere a capo del progetto, Luke Connal, ha spiegato così le funzioni dell’inchiostro: “Abbiamo usato dei materiali auto-riparatori per generare questa tecnica di stampa. Questi materiali sono in grado di ripristinare delle funzionalità, proprio come la capacità naturale delle creature viventi di riparare i tessuti. Questa proprietà unica offre la possibilità di prolungare lavita dei telefoni”.

Il gel che ripara lo schermo

A dire la verità non si tratta propriamente di un inchiostro come in una normale stampante ma è più opportuno definirlo come un gel. Stiamo comunque parlando di un materiale molto innovativo che può essere modificato anche a distanza di molto tempo e che soprattutto reagisce se viene esposto ad alcune sostanze o ad alcuni solventi. L’aspetto che al momento blocca la sua messa in commercio è la compatibilità con gli schermi touchscreen. Il gel per ora infatti non conduce gli impulsi tattili ricevuti.

Non solo smartphone

Oltre a riparare lo schermo dello smartphone questo particolare metodo di stampa 3D tornerà utile anche in campo militare, come spiega Connal: “Abbiamo l’obiettivo di realizzare un inchiostro 3D che può essere stampato dai soldati nei luoghi più remoti in modo che possano cambiare il colore delle loro mimetiche e nascondersi al meglio negli ambienti ostili. In pratica i soldati potrebbero viaggiare più leggeri e stampare particolari mimetiche solo una volta raggiunto il luogo del conflitto o della missione. Inoltre lo stesso gel sarà testato dalla Marina che lo userà nelle navi per produrre parti di ricambio e sempliciriparazioni”.

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