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SICUREZZA INFORMATICA

Un attacco informatico globale potrebbe costare 100 miliardi di euro

La compagnia d'assicurazione Lloyd's ha pubblicato una ricerca sui possibili danni di un attacco hacker mondiale: a pagarne le spese sarebbero le aziende

Negli ultimi mesi gli attacchi hacker globali come WannaCry o Petya hanno impaurito le persone di tutto il mondo. Il quadro della sicurezza informatica mondiale in effetti non è roseo. Come conferma una ricerca appena pubblicata dalla società d’assicurazioni, tra le più famose al mondo, Lloyd’s di Londra.

L’azienda britannica ha stilato un rapporto dove spiega in maniera chiara il perché gli hacker al giorno d’oggi siano un pericolo sempre maggiore: il business dietro al cybecrimine è uno dei più floridi al Mondo. Secondo Lloyd’s, un attacco informatico ben eseguito su scala mondiale può generare un profitto che varia dai 53,1 miliardi di dollari ai 121,4 miliardi di dollari. Sono numeri che possono essere paragonati solo a grandi catastrofi naturali, come inondazioni o uragani. Anche se in questo caso la maggior parte dei danni resterebbero di natura economica e non con danni alla natura. Anche se il risvolto sociale di un attacco del genere sarebbe tutto da valutare.

Scenari possibili

Nel fare la relazione, Lloyd’s ha analizzato due possibili scenari d’attacco. Nel primo caso dovremo fronteggiare un blocco di un provider globale dei servizi cloud, come Amazon, Google o Microsoft. Mentre nel secondo caso sarebbe l’utilizzo di vulnerabilità di massa, simile all’attacco ransomware WannaCry, a mettere in difficoltà gli utenti. Per la stima delle cifre gli esperti della compagnia assicurativa sono partiti proprio dalla simulazione di questi due scenari. I danni economici principali arriverebbero comunque dallo sviluppo del primo scenario. Le vittime in quel caso sarebbero infatti per la maggior parte grandi, o grandissime, aziende. Mentre nel secondo caso molti utenti privati si rifiuterebbero di pagare il riscatto richiesto dal ransomware. Indubbiamente Lloyd’s ha rilasciato quest’indagine per attirare una nuova clientela sulle sue offerte di assicurazione contro attacchi informatici ma il quadro apocalittico descritto dalla compagnia non è poi così lontano dalla realtà dei fatti.

 

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