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Alexander Graham Bell aveva predetto il mondo di oggi 100 anni fa

Alexander Graham Bell sulle pagine del National Geographic nel 1917 indovinò molti dei problemi del mondo di oggi, come i combustibili fossili e i gas serra

Nostradamus fatti da parte. Il vero indovino per i tempi in cui viviamo pare essere Alexander Graham Bell. Inventore statunitense famoso per la scoperta del telefono. Stando a un articolo pubblicato sul National Geographic, nel 1917 Bell aveva individuato molti dei problemi attuali.

Bell è famoso in tutto il mondo per la scoperta del telefono, ma in realtà lo scienziato statunitense con origini scozzesi fu un imprenditore a tutto tondo. Con interessi in vari campi. Per esempio, nel 1888 fu uno dei co-fondatori della National Geographic Society. E fu proprio dalle pagine del National Geographic che Bell lanciò le sue precise previsioni e le sue paure sul mondo del futuro. Iniziò dichiarando che il mondo moderno non avrebbe più potuto fare a meno dai combustibili fossili e che si sarebbero fatte guerre per averli. E poi disse che l’ambiente sarebbe stato devastato dai gas serra.

Le previsioni di Bell

Sembrano previsioni facili, oggi. Un po’ meno a inizio del scorso secolo. Spiegando i gas serra Bell disse: “Anche se il sole perderà un po’ di calore l’effetto non sarà visibile sulla terra dove le emissioni derivate dall’uso crescente dei combustibili fossili creerà dei gas interni in grado di surriscaldare il pianeta”. Si tratta di una previsione geniale. La maggior parte degli scienziati nel 1917, infatti, era contro la teoria di Bell e molti sostenevano che l’inquinamento avrebbe portato lentamente a un raffreddamento del pianeta perchè i gas creati dalle emissioni avrebbe creato uno scudo contro i raggi solari.

Le energie rinnovabili

A inizio Novecento molte persone erano entusiaste della possibilità di avere la luce o l’acqua calda anche di notte. Tra queste non c’era Bell. Lo scienziato non apprezzava un mondo basato su due energie non rinnovabili come il carbone e il petrolio. “Cosa faremo quando questi finiranno?” – diceva lo scienziato a un discorso di laurea alla McKinley School, a Washington. Per poi continuare: “Dovremo iniziare a studiare la potenza delle onde e dell’acqua per riuscire a generare energia da queste. E dovremo anche pensare a dei sistemi per immagazzinare la luce del sole per sfruttarla come fonte rinnovabile d’energia”. Bell ha predetto i pannelli solari con incredibile precisione: “Ogni città ha una vasta distesa di tetti esposti al sole. Non vi è alcun motivo per cui non dovremmo usare i tetti delle nostre case per installare impianti solari in grado di catturare e memorizzare il calore ricevuto dal sole. Il calore solare, come il calore che passa attraverso un camino, rappresenta un prodotto di scarto: lo abbiamo, ma non lo usiamo. E poi critichiamo le nostre bollette per il crescente prezzo del carbone”.

I biocarburanti

Nelle sue previsioni, anche se a oggi rimangono ancora una speranza, c’erano anche i biocarburanti e l’uso del pellet di mais. Sul secondo punto i primi segnali iniziano a vedersi soprattutto per il riscaldamento degli ambienti. Sui biocarburanti ancora ci sono diversi passi in avanti da fare. Speriamo che Bell abbia ragione anche questa volta.

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