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Apple sforna altri brevetti: realtà aumentata e smartphone flessibile

Apple è instancabile. Oggi è il turno di due brevetti sulla realtà aumentata per un nuovo visore, o per smartphone, e uno su un possibile iPhone flessibile

1 Febbraio 2017 - Si parla di un iPhone flessibile ormai da anni. I brevetti, come si è visto, non mancano di certo: Apple ormai li deposita a manciate. È solo una strategia per confondere le idee dei competitor? Forse, ma quest’ultimo patent introduce nuovi dettagli, uno in particolare: la custodia in tessuto.

Il primo brevetto per un dispositivo flessibile risale ormai al 2013, e quest’ultimo – pubblicato dall’U.S. Patent and Trademark Office – sembra essere una sorta di aggiornamento. Gli schermi sono rimasti pressoché identici, ma è stata aggiunta una lista di dettagli che non è passata inosservata, come la già citata custodia in tessuto. Cosa dire, invece, sui patent relativi alla realtà aumentata. Sappiamo che Apple crede e, soprattutto, sta investendo molto in questa tecnologia, insieme alla realtà virtuale. La documentazione, piuttosto tecnica, spiega come il colosso di Cupertino abbia intenzione di implementarla, anche se non sappiamo quando la vedremo all’opera sui suoi gioiellini.

Visore AR o AR per smartphone?

Il primo brevetto Apple pubblicato dall’U.S. Patent and Trademark Office si chiama “Wearable information system having at least one camera” – Sistema informativo indossabile con almeno una fotocamera – e descrive un dispositivo AR (realtà aumentata) in grado di riconoscere gli oggetti in maniera intelligente. Il device – dotato di fotocamere, un display e un’interfaccia utente – è descritto come ideale per essere un visore con schermo, sebbene il brevetto suggerisca anche un uso per i futuri smartphone in virtù del suo efficiente sistema di controllo dell’ambiente circostante.

Brevetto-AR-0101Fonte foto: Apple
La tecnologia AR brevettata da Apple potrebbe essere usata anche su iPhone e iPad

Il dispositivo, inoltre, dispone di due diverse modalità: una scansione a bassa potenza per il normale funzionamento e una molto più potente che si attiva, per esempio, per il download dei contenuti di realtà aumentata. Il resto del brevetto diventa man mano più tecnico perché spiega le tecnologie alla base del tracciamento ottico e dell’orientamento della fotocamera, due aspetti dell’AR che saranno particolarmente difficili da perfezionare. Apple, però è fiduciosa di fronte a queste due sfide puntando sull’unione di hardware dedicato e dati memorizzati a priori. Un aspetto di questo sistema potrebbe sfruttare il rilevamento di profondità acquisito tramite la fotocamera dual-lens simile a quella in dotazione sull’iPhone 7 Plus che usa anche algoritmi per mappare la profondità per scattare foto in modalità verticale.

Apple ci crede “realmente”

Il secondo brevetto di Cupertino, dal titolo “Method for representing virtual information in a real environment ” – Metodo per la rappresentazione virtuale delle informazioni in un ambiente reale” – fornisce dettagli su come etichettare punti in uno spazio nel mondo reale mentre si visitano le caratteristiche di un luogo. Un esempio? Un utente visualizza una mappa della città in realtà virtuale su un display trasparente – o un’immagine dal vivo ripresa tramite la fotocamera posteriore di uno smartphone – e raccoglie informazioni relative a edifici o punti di interesse nelle vicinanze. Il brevetto continua a suggerire l’uso di modelli geometrici, rilevatori di profondità, dati di posizionamento e di altre tecnologie avanzate per compensare le carenze attuali dei sistemi di modellazione visuale.

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Il brevetto usa modelli geometrici, rilevatori di profondità, dati di posizionamento e di altre tecnologie avanzate per compensare le carenze attuali dei sistemi di modellazione visuale

Anche questo secondo patent si basa su un sistema dual-camera per creare una mappa di profondità di quello che si trova nelle immediate vicinanze su cui sovrapporre dati virtuali. Non sappiamo se queste due tecnologie appena descritte saliranno mai a bordo dei prodotti Apple, ma vale la pena notare che entrambi i brevetti sono stati depositati da Metaio – esperto tedesco in realtà aumentata – poco prima che Apple acquistasse la sua azienda nel 2015, comprensiva dell’intero staff che adesso si dedica proprio allo sviluppo di tecnologie di realtà aumentata e virtuale. Tim Cook, nel corso dell’ultimo anno, ha parlato più volte del grande interesse, oltre al grande investimento, che Apple sta dedicando a queste due promettenti tecnologie.

iPhone flessibile? Sì, ma quando?

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Premi sull’immagine per scoprire come sarà l’iPhone 8

Non è la prima volta che si parla di un iPhone flessibile: sono anni ormai che tutti se lo aspettano. Questo nuovo brevetto Apple – scovato tra i 45 appena pubblicati dall’U.S. Patent and Trademark Office – riporta un titolo piuttosto generico: Flexible Electronic Device (dispositivo elettronico flessibile). Il brevetto originale, relativo a questa tecnologia, era stato depositato nel 2013. Questo secondo patern, in pratica, introduce una lunga lista di dettagli che ruotano tutte intorno a un elemento centrale: una custodia in tessuto. Il colosso di Cupertino lo specifica chiaramente dei punti 12 e 15 dove si leggono rispettivamente le seguenti descrizioni: «dispositivo elettronico con custodia in tessuto ed elementi metallici» e «dispositivo elettronico dotato di un alloggiamento in tessuto che funge da cerniera flessibile per permettere al display di essere piegato». Il resto del brevetto, oltre ad altri dettagli non direttamente riferibili alla tecnologia flessibile, mostrano degli schermi già visti che offrono un’idea visiva delle future intenzioni di Apple relative ai suoi dispositivi mobile.

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