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IPTV: come funziona il pezzotto e perché 50 mila utenti rischiano grosso

Quanto costa l'IPTV pirata, come funziona, cosa trasmette e dove trovarla: ecco cosa devi sapere sul "pezzotto" e quali sono i rischi penali e civili per chi si abbona.

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La lotta tra guardie e ladri nel mondo delle IPTV illegali continua senza sosta: sempre più piattaforme per lo streaming illegale dei contenuti (il cosiddetto “pezzotto“) vengono messe in piedi e sempre di più ne vengono scoperte dalle Forze dell’Ordine.

L’ultima operazione, messa a segno dalla Guardia di Finanza, è stata ribattezzata “The Net” e ha portato al sequestro di un grosso network di IPTV illegali, con un centinaio di piattaforme e oltre 50.000 clienti in tutta Italia. Alcune di queste piattaforme sono state oscurate, altre sono ancora online come Webnet, una IPTV che trasmette film, serie TV e partite pirata. Webnet è l’esempio di un sistema parecchio sofisticato, che permette agli utenti di diventare persino rivenditori del servizio tramite un sistema di crediti. E, soprattutto, un sistema che funziona quasi alla luce del sole tramite un apposito sito di vendita degli abbonamenti mensili, trimestrali o annuali, anche multidispositivo, con prezzi via via più vantaggiosi.

La rete Webnet

Webnet è una delle sottoreti del network scoperto dalle Fiamme Gialle, dietro il quale secondo il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano c’è “un’articolata organizzazione, operante in diverse regioni del territorio nazionale, dedita alla vendita e distribuzione di dispositivi di decodificazione idonei a permettere l’accesso al servizio criptato IPTV per fruire di contenuti televisivi, senza il pagamento del canone dovuto“.

Tutto ruota intorno ad un sito di vendita di abbonamenti con prezzi a partire da 10 euro al mese, con i quali si ottiene l’accesso a oltre 5.000 canali televisivi, compresi quelli di Sky e Sky Sport, 40.000 film on demand e si ha persino un supporto di livello “premium“.

C’è anche la possibilità di risparmiare ulteriormente sul pezzotto, stipulando abbonamenti annuali da 85 euro, o 150 euro per 14 mesi con la possibilità di vedere la TV pirata su due dispositivi contemporaneamente. Un abbonamento alla Netflix, per capirci, ma illegale.

Flusso criptato

La registrazione al servizio di Webnet è anonima e il flusso dati è criptato a 256 bit. Sul sito di Webnet viene specificato che “I campi possono essere riempiti in modo anonimo, solamente l’indirizzo email deve essere reale, in modo da convalidare la registrazione“.

La crittografia applicata al flusso IPTV viene poi decifrata a casa dell’utente tramite un apposito decoder, che viene spedito a casa dell’abbonato e sul quale è garantita l’assistenza H24, sette giorni su sette.

Gli aspiranti utenti di questa piattaforma possono pagare con PayPal, carte di credito o BitCoin e il sito consiglia caldamente quest’ultima opzione, per proteggere ancor di più l’anonimato.

Cosa rischiano gli utenti di Webnet e delle altre sottoreti

La Guardia di Finanza ha individuato tre dei gestori di questo network, denunciandoli per violazione dell’Art. 171 ter della legge sulla protezione del diritto d’autore. Ora rischiano da uno a tre anni di reclusione.

Ma facendo un rapido calcoli (prendendo come esempio i prezzi degli abbonamenti di Webnet) la rete di piattaforme individuate, che secondo la Guardia di Finanza serve almeno 50.000 utenti, può generare fino a mezzo milione al mese di fatturato illegale. Si capisce facilmente perché i pirati siano disposti a rischiare la galera.

Ben diversa, invece, è la situazione se guardiamo agli utenti dei servizi pirata: per loro la legge prevede una multa da da 2.582 a 25.822 euro e una condanna penale da sei mesi a tre anni di reclusione.

Nel caso specifico, inoltre, visto il sistema messo in piedi dai pirati informatici (soprattutto i metodi di pagamento e di registrazione alla piattaforma), per quanto il sito garantisca l’anonimato chi ha pagato per vedere film e partite di calcio in modo illegale è quasi certamente tracciabile.

I pagamenti con carta di credito e con PayPal lo sono certamente, quelli con BitCoin sono invece più difficili da ricostruire. Chi ha usato una delle sottoreti di questo network pirata, quindi, non dovrebbe dormire sonni tranquilli: l’operazione The Net non è affatto terminata.

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