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Google Chrome sfreccia più veloce del 15% su Windows

Com'è riuscito? È da tempo che segue alla lettera la tecnologia Profile Guided Optimization (PGO) di Microsoft. E questo è il risultato

Google ha iniziato a seguire le indicazioni fornite da Microsoft per ottimizzare le applicazioni per Windows già a partire, rispettivamente, dalla release 52 di Chrome a 64 bit e dalla versione 54 a 32 bit, e adesso il browser di Mountain View è più veloce del 15% sulla piattaforma di Redmond.

Il Profile Guided Optimization (PGO) è uno dei tanti strumenti forniti dal pacchetto Visual Studio di Microsoft che misura come gli utenti, nella realtà, interagiscono con un’applicazione. PGO sfrutta, quindi, le informazioni raccolte sull’utilizzo reale di un’applicazione e la ricompila focalizzando tutta l’attenzione su come ottimizzare al meglio le funzioni più utilizzate in un dato software. E il risultato, in questo caso, ha portato a un incremento del 15% delle prestazioni di Chrome su Windows. Un ottimo lavoro di squadra che ha reso un utile servizio agli utenti Windows che navigano sul web a cavallo di Chrome.

Un ottimo esempio di partnership da copiare

Google è sempre alla ricerca di nuovi sistemi per accelerare la navigazione sul web. «Chrome è un software estremamente complesso con un codice sorgente che ospita più di un milione di funzioni», spiega Sébastien Marchand di Google. «Non tutte le funzioni sono uguali – alcune sono usate di frequente, mentre altre sono raramente utilizzate. PGO utilizza i dati provenienti dall’esecuzione runtime che traccia quali feature sono più “gettonate” e procede alla loro ottimizzazione.» Il risultato, grazie all’intervento del PGO, è stato ottimo: Chrome su Windows ha migliorato i tempi di avvio del 17%, il caricamento delle nuove pagine nei tab di quasi il 15% e delle pagine in generale del 16%.

CPU usata con intelligenza

Una delle tecniche più efficaci che il PGO utilizza per accelerare le applicazioni è quello di ottimizzare dove nella memoria sono archiviate le funzioni più utilizzate di un’applicazione in modo che – possibilmente – siano ospitate nella cache delle istruzioni veloci della CPU. Microsoft, per chi desiderasse approfondire come funziona il Profile Guided Optimization, ha creato un’area apposita del suo blog su Visual C++.

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