SCIENZA

Le antiche tombe che rischiano di sparire dopo quasi 3mila anni

Le antiche tombe rupestri che si trovano nella città turca di Pompeiopoli sono a rischio estinzione, soprattutto per colpa dell'incuria

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Reperti incredibili, oltre che unici. La Turchia vanta un patrimonio archeologico di tutto rispetto e di questo fanno parte le antiche tombe rupestri che si trovano nel distretto di Taşköprü, a nord di Ankara. Si tratta di sepolture che hanno quasi 3mila anni di storia, dunque si può immaginare quanto siano preziosi, peccato che siano in serio pericolo.

Più precisamente queste tombe a sono a rischio estinzione, dunque potrebbero sparire nel giro di non molto tempo. L’allarme è stato lanciato dagli esperti per quel che riguarda la città di Pompeiopoli, antico luogo portuale della Cilicia che venne fondata 700 anni prima della nascita di Cristo come colonia di Rodi. Che cosa sta accadendo esattamente?

Le antiche tombe in pericolo

Il problema principale è rappresentato dall’incuria, molto più comune di quello che si possa pensare in luoghi che dovrebbero essere preservati di continuo. L’Università di Kastamonu, il Comune di Taşköprü e l’associazione del gruppo di azione locale hanno unito le forze per andare a fondo della questione. In particolare, gli esperti si sono concentrati su una delle antiche tombe rupestri, quella che si trova nel villaggio di Donalar. È qualcosa di unico in tutta la Turchia, soprattutto per le figure di animali rappresentate. Nel corso degli anni proprio questa tomba è stata oggetto di un “maltrattamento” dopo l’altro.

Quella che è una delle antiche tombe più interessanti della nazione anatolica è piena di crepe e interessata da diverse perdite d’acqua, nello specifico in corrispondenza del soffitto. Nessuno si è preoccupato di risolvere il problema che poi è degenerato. Come se non fosse abbastanza, i ricercatori hanno individuato i segni di alcune martellate metalliche: sono state prese di mira le figure di due leoni, una delle quali è stata distrutta mentre l’altra è rimasta per fortuna intatta. Sono tutti indizi che hanno fatto propendere per l’azione sconsiderata di alcuni cacciatori di tesori che avrebbero effettuato degli scavi illegali.

Antiche tombe e decorazioni artistiche

Tra l’altro, il luogo che rischia di scomparire per sempre viene considerato area protetta, ma questo non ha impedito all’incuria di farsi spazio in maniera preoccupante. Perdere un tesoro del genere sarebbe un duro colpo per l’intera Turchia. La tomba rupestre di cui si sta parlando si trova a 10 metri di profondità dal suolo: la parte centrale della facciata è caratterizzata da una piccola camera tombale a cui si accede attraverso delle basse porte. Le colonne invece sono impreziosite da elementi echinoidi, il nome che di solito si utilizza per identificare i ricci di mare.

L’antica città in cui è scattato l’allarme per la tomba a rischio estinzione ha una storia che vale la pena accennare. Inizialmente si chiamava Soli, poi venne ricostruita da Gneo Pompeo Magno nel 63 a.C. in occasione della terza guerra mitridatica, prendendo appunto il nuovo nome in suo onore. Dei fasti del passato, oggi si possono ammirare le rovine dell’acropoli, le tombe scavate nella roccia, diversi tumuli, un ponte e i resti delle abitazioni del tempo. È un vero e proprio vanto per il paese, ragione per cui ci si attendono provvedimenti urgenti per sistemare al meglio le antiche tombe rupestri.

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