SCIENZA

L'incredibile manoscritto che nessuno riesce a decifrare

Il manoscritto Voynich è tra i più strani del mondo: dovrebbe parlare di riti esoterici ma nessuno è mai riuscito a decifrarlo davvero

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I manoscritti antichi hanno tutti un fascino particolare, chi per un motivo e chi per un altro. Ce n’è uno, però, che può essere definito il più strano del mondo. Questa definizione così particolare se l’è meritato il Voynich, un testo che si trova negli Stati Uniti e che sarebbe stato compilato nel corso del XV secolo, dunque poco prima della fine del Medioevo.

Volendo essere ancora più precisi, è conservato presso una delle sezioni della Biblioteca di Yale, una delle università americane più famose. Secondo la datazione resa possibile dalle analisi al carbonio, risale a un periodo compreso tra il 1404 e il 1434, con scrittura umanistica e caratteri latini. Ma perché dovrebbe essere tanto bizzarro?

Le prime tracce del Voynich

Il Voynich è strano perché nessun esperto è mai riuscito a decifrarlo o interpretarlo. Entrando più nel dettaglio di questa curiosa vicenda storica, si tratta di una pergamena molto sottile, ottenuta da pelle animale, più precisamente un capretto. In totale è composto da 240 pagine ed è pieno zeppo di parole, caratteri particolari e raffigurazioni. Si parla di questo manoscritto ormai da oltre mezzo millennio, cioè da quando l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo se lo assicurò nel 1580 pagando la bellezza di 600 ducati (una cifra enorme per l’epoca).

Prima dell’imperatore, il manoscritto di Voynich era nelle mani di un mago che si vantava di parlare con le pietre spacciandole per angeli e un truffatore. Tra l’altro questo testo è arrivato perfino in Italia, nello specifico in quel di Frascati prima di essere acquistato da Wilfrid Voynich, un mercante da cui ha preso il nome definitivo. Si trova, invece, a Yale dal 1969. In tanti hanno provato a decifrarlo, ma purtroppo senza successo. Nemmeno alcuni esperti di crittografia sono riusciti nell’impresa, segno che si tratta della più classica delle missioni impossibili. E che dire del contributo della tecnologia?

Il manoscritto di Voynich: poche certezze

Con il passare degli anni si è pensato di sfruttare i progressi informatici, ma anche in questo caso le combinazioni sono state infinite e dunque di nessun aiuto per decifrare il famigerato manoscritto Voynich. Ecco perché si ritiene che il suo linguaggio sia sconosciuto, qualcosa di mai utilizzato e che rende complicata l’interpretazione. Le uniche certezze riguardano il contenuto di questo rompicapo. Sembra infatti che vi sia un resoconto molto accurato di alcuni riti esoterici, come testimoniato dai disegni di donne, stelle e piante. Questo, però, non ha impedito alla fantasia di chi ha avuto a che fare col manoscritto di formulare ipotesi molto varie.

Per qualcuno sarebbe opera del filosofo e religioso Roger Bacon (noto anche come Ruggero Bacone), nonostante questo personaggio sia vissuto due secoli prima della datazione ufficiale del Voynich. C’è poi chi è convinto di aver avuto a che fare con l’ennesimo capolavoro di Leonardo da Vinci, per non parlare di chi ha coinvolto i catari, gli eretici dualisti medievali che popolarono soprattutto la Francia. Ma l’elenco è molto più lungo e comprende persino le ipotesi di uno scherzo o di una truffa. L’impressione è che i misteri di questo manoscritto proseguiranno ancora a lungo, un dubbio che rende ancora più speciale questa storia.

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