SICUREZZA INFORMATICA

Gli hacker riusciranno anche a rubare i nostri pensieri più intimi?

I risultati di un test condotto da una scienziata americana dicono che è possibile rubare i pensieri più intimi delle persone grazie a un videogame

All’inizio erano i telefoni. Gli hacker sono poi passati a violare computer, smartphone, telecamere di sicurezza e altri dispositivi connessi a Internet. La loro prossima frontiera potrebbe essere il nostro cervello che è molto più semplice da “hackerare” di quello che tutti pensano.

Ne è convinta la ricercatrice Tamara Bonaci dell’Università di Washington che, in occasione della conferenza sulla sicurezza Enigma, ha descritto un esperimento che ha dimostrato come un semplice videogioco potrebbe essere usato per raccogliere le risposte neurali (quindi inconsce) di una persona alla vista di immagini subliminali. Il suo test ha misurato la reazione dei soggetti a cose relativamente banali – come il logo di un fastfood o il modello di un’auto – ma lo stesso procedimento è utilizzabile per carpire informazioni molto più sensibili come il credo religioso, le tendenze politiche, le condizioni di salute o i pregiudizi.

Il cervello vede e reagisce

Non basta, ovviamente, un semplice videogame per “rubare” i pensieri, i ricordi, i segreti o quant’altro dal nostro cervello. C’è bisogno di un sistema completo, ma che purtroppo è possibile creare. Avete presente la strumentazione usata per fare un encefalogramma? Potrebbe benissimo essere inserita all’interno di un visore per rendere più realistico un videogioco. Non è così strano che all’interno ci siano degli elettrodi, magari chi lo indossa pensa che servano per vivere ancora più intensamente l’esperienza ludica. Se nel videogame vengono poi inserite delle immagini, visualizzate a intervalli regolari solo per pochi millisecondi, la persona a livello conscio non se ne accorge. Il suo cervello, però, le vede e reagisce in maniera (quasi) impercettibile tramite segnali elettrici che possono essere registrati. Ecco, allora, svelati i nostri pensieri, i nostri ricordi e i nostri segreti a potenziali ladri super tecnologici. Sembra fantascienza, ma purtroppo è realtà.

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