industria-4 Fonte foto: Shutterstock
PMI E INDUSTRIA 4.0

Industria 4.0, cosa è e quali sono i vantaggi

L'Industria 4.0 è un nuovo modo di produrre che sta portando le aziende verso la quarta rivoluzione industriale. Fa perno sui robot e sugli oggetti connessi

Qualcuno di voi ne avrà sentito parlare. Per molti è la nuova frontiera nel campo della produzione. Per altri è un vantaggio che le aziende devono sfruttare al più presto. Stiamo parlando dell’Industria 4.0. Le fabbriche saranno più intelligenti ed efficienti, ma vediamo cosa significa Industria 4.0.

L’Industria 4.0, grazie a un mix tecnologico di automazione, informazione, connessione e programmazione, secondo gli esperti porterà alla quarta rivoluzione industriale. Si tratta della diretta conseguenza della digitalizzazione in campo produttivo che ormai è avvenuta da anni. Quella che gli analisti hanno chiamato come “digital transformation” dell’industria. Questa nuova trasformazione porterà per la prima volta le aziende a confrontarsi con una duplice realtà. Dovranno gestire le loro risorse fisiche e quelle virtuali. A pari modo e considerandole come un unico sistema di produzione aziendale.

Perché Industria 4.0?

Gli esperti dividono i vari processi industriali in 4 fasi, per ora. L’industria 1.0 (1784) risale a quella sviluppatasi dalla scoperta della macchina a vapore in poi. Una meccanizzazione forzata che ha aumentato la produzione e diminuito i tempi. L’industria 2.0 (1870) è quella figlia della scoperta dell’energia elettrica. Poi diventata grande e “dipendente” dal petrolio. L’industria 3.0 (1970) parte dall’ingresso in fabbrica dell’ICT (Information and Communications Technology) di prima generazione. Informatica ed elettronica incrementarono ulteriormente i livelli di automazione non solo nell’ambito produttivo ma anche in quello organizzativo. Arriviamo poi all’industria 4.0. Un mix tecnologico di robotica, sensori, connessione alla Rete e programmazione in grado di modificare per sempre la gestione dell’azienda e i modelli produttivi. Un’industria che ha perso il suo concetto di immobilità e di fisicità anche grazie al cloud e al co-working. Un’industria che sfrutta le opportunità dei Big Data e dell’Internet of Things.

Come nasce il termine

Il termine Industria 4.0 è stato usato per la prima volta nel 2011 alla Fiera di Hannover, in Germania, come ipotesi di progetto da cui è partito un gruppo di lavoro che nel 2012 ha presentato al governo federale tedesco una serie di raccomandazioni per l’implementazione del Piano Industriale del Paese. Mentre in Italia il termine è apparso ufficialmente solo nel 2016, nel documento Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020. Si tratta di un insieme di misure in grado di favorire gli investimenti nel nuovo settore.

I livelli dell’industria 4.0

Gruppi di esperti e analisti del mercato, come Boston Consulting o McKinsey, hanno segnalato tre livelli di ripartizione nell’epoca dell’industria 4.0. Partiamo con la Smart Production. Questa implica un insieme di nuove tecnologie produttive che creano interazione tra tutti gli asset legati alla produzione, favorendo la collaborazione tra uomini, macchine e sistemi. Passiamo quindi al secondo livello, i Smart Services. Ovvero una gestione di nuova generazione delle infrastrutture informatiche e tecniche, pensata per aiutare a controllare e presidiare i sistemi, sfruttando logiche di massima integrazione tra tutti gli attori, clienti inclusi. Chiudiamo con la Smart Energy. Questo è il livello dei nuovi sistemi di alimentazione energetica e un’attenzione al monitoraggio dei consumi. Queste accortezze rendono le infrastrutture più performanti, più economiche e più ecologiche. Un aspetto che ha anche un ritorno d’immagine per le aziende.

Ti raccomandiamo