SCIENZA

Avvistati di nuovo i “diavoli” di Marte: uno dei grandi misteri del Pianeta Rosso

Su Marte, molto più di quanto avviene nei deserti della Terra, si verificano i cosiddetti "diavoli" di sabbia, un fenomeno che va ancora approfondito

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Fonte: 123RF

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, mentre su Marte rende l’esplorazione ancora più misteriosa a causa di un fenomeno atmosferico molto particolare. I diavoli di sabbia rappresentano infatti uno dei principali misteri del pianeta rosso: sono tipici del cratere Jezero, quello scelto dalle agenzie spaziali per gli atterraggi delle navicelle, ma non rappresentano comunque una prerogativa di questa zona dell’universo.

Ormai sappiamo che l’uomo andrà su Marte prima di quanto immaginiamo, dunque anche eventi come quello dei “diavoli” deve essere approfondito con cura. Non sono altro che trombe d’aria, frequenti anche sulla Terra, per la precisione delle aree desertiche. La spiegazione è molto più semplice di quello che si potrebbe credere.

In poche parole, quando il suolo tende a scaldarsi e, allo stesso tempo, c’è una depressione atmosferica, si forma un vortice. Si tratta per l’appunto di uno dei diavoli di sabbia, i quali possono avere dimensioni e potenze molto diverse tra loro. La differenza tra Marte e Terra sta proprio nelle dimensioni, visto che quelli marziani sono tendenzialmente più grandi. In relazione al pianeta rosso se ne sta parlando da tempo con maggiore frequenza per i possibili rischi che correrebbero i mezzi spaziali. I circuiti e le strumentazioni elettroniche possono essere messe realmente fuori uso da questa polvere?

La media giornaliera dei diavoli

Con le ultime missioni, sia americane che cinesi, è stato possibile osservare meglio il fenomeno dei diavoli di sabbia. È vero che, ad esempio, l’elicottero della NASA ha i giorni contati su Marte, però la sua permanenza è stata davvero lunga e questo ha permesso di avere informazioni più accurate. Il rover Perseverance è riuscito a osservare con le sue telecamere una media di 4 diavoli ogni giorno, principalmente nelle ore successive al mezzogiorno. La raffica più pericolosa è stata quella che ha causato un nuvolone di ben 4 chilometri quadrati. A dire il vero, un fenomeno del genere è piuttosto raro, anche se l’atmosfera marziana è composta essenzialmente dalla polvere portata proprio dai diavoli.

Le caratteristiche del terreno

Le preoccupazioni per eventuali guasti alle apparecchiature e dispositivi, dunque, sono per il momento basse. Tra l’altro, c’è un’ipotesi che sta circolando e che va per la maggiore. La polvere e il suo aumento non sarebbero altro che la conseguenza di un terreno marziano più rugoso. Quando il suolo presenta queste caratteristiche, infatti, la sabbia verrebbe sollevata con maggiore facilità dal terreno, rendendo possibili i diavoli tanto misteriosi e affascinanti. L’aumento del vento in concomitanza con questi fenomeni, al contrario, non ha ancora avuto una spiegazione chiara.

Il fatto che ci sia una maggiore attività eolica durante le raffiche di polvere, comunque, non è un beneficio per i mezzi della NASA, visto che Perseverance funziona ad energia nucleare e anche negli altri casi si sfruttano energie diverse. I pannelli solari che si trovano al momento su Marte non hanno risentito della frequenza dei diavoli di sabbia, le condizioni sono ancora ottime e si può guardare al futuro con ottimismo. In questo pianeta non mancano mai gli oggetti e i fatti strani. Nel caso delle trombe d’aria polverosa, il mistero è meno intricato, ma con Marte la sorpresa può essere sempre dietro l’angolo.

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