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Più vicina la missione umana su Marte Fonte foto: iStock
SCIENZA

L'uomo andrà su Marte prima di quanto immaginiamo

La prima missione umana su Marte potrebbe avvenire entro la fine del decennio 2020, come Gwynne Shotwell di SpaceX ha spiegato in una intervista

Non più "se", ma "quando". La missione umana su Marte non è affatto in discussione, anzi si sta pensando seriamente di accelerare questo progetto così ambizioso e che potrebbe far rivivere le stesse emozioni provate nel 1969 con lo sbarco sulla Luna. L’anticipazione del viaggio è stata data per certa da Gwynne Shotwell, numero uno e direttore operativo di SpaceX.

Si conoscono sempre più dettagli del pianeta rosso, comprese le incredibili eclissi solari avvistate di recente, ma ovviamente mettere piede su questa superficie sarebbe qualcosa di più importante. Shotwell è convinto che l’uomo possa affrontare il viaggio marziano prima della fine del decennio 2020, il che significa non oltre il 2029.

Di sicuro il presidente di SpaceX è una persona ottimista. A suo dire, infatti, il ritorno degli astronauti sulla Luna avverrà anche prima, poi ci sarà un’adeguata preparazione per andare su Marte. Shotwell ha concesso una lunga intervista alla CNBC in cui è emerso come l’agenzia spaziale che fa capo a Elon Musk, numero uno di Tesla, voglia trasformare in realtà tanti progetti che per ora rimangono soltanto sulla carta. Non è un caso che si stia sviluppando un razzo-astronave per fronteggiare le incognite principali di un viaggio del genere, anzi il mezzo è già stato ribattezzato "Starship". Quest’ultimo ha dalla sua parte una serie di missioni lunari in programma.

L’idea della NASA

Basti pensare che quattro anni fa un miliardario giapponese, Yusaku Maezawa, ha deciso di prenotare questo veicolo per viaggiare attorno alla Luna: la missione è sempre più vicina e dovrebbe partire nel 2023. Tornando a parlare di Marte, le cui condizioni meteo continuano a rimanere un’incognita, la NASA sembra essere più prudente per quel che riguarda la tempistica. In effetti, l’agenzia spaziale americana guarda al 2040 come l’anno più probabile per lo sbarco di un equipaggio umano sul pianeta rosso. Anticipare questa data dipende dalle caratteristiche di Starship.

Una revisione da ultimare

È ovvio che SpaceX ne parli nel migliore dei modi, ma la FAA (Federal Aviation Administation, l’ente americano che regola i voli) sta ancora conducendo un’approfondita valutazione ambientale. Al termine di questa indagine se ne potrà sapere di più su Marte e sull’eventuale accelerazione dei viaggi. La stessa FAA aveva assicurato di poter terminare il tutto entro la fine del 2021, ma poi ci sono stati diversi slittamenti e ora sembra che il 31 maggio prossimo sia la data più credibile. Vale la pena ricordare come la "colonizzazione" di questo pianeta sia un pensiero fisso degli ingegneri di tutto il mondo da ben settant’anni.

Nel lontano 1952, Werner Von Braun si sbilanciò con la prima idea non fantascientifica di questo tipo, anche se all’epoca si ipotizzava che Marte fosse in gran parte simile alla terra. L’ipotesi era quella di affidarsi a 10 navi spaziali, 7 mezzi cargo e tre passeggeri, con tanto di equipaggio composto da 70 membri e il 1965 come l’anno più interessante per concretizzare il tutto. Ovviamente non se n’è fatto nulla e nel corso dei decenni le scoperte "a distanza" hanno reso la missione umana ancora più affascinante, come ad esempio le teorie formulate sulla misteriosa brina marziana che va esaminata con grande attenzione.

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