SCIENZA

In Italia hanno trovato uno tra i minerali più rari del mondo

Un minerale di cui esistono davvero pochissimi campioni è stato ritrovato proprio in Italia, precisamente in Sardegna: si chiama Ichnusaite ed è straordinario

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Sappiamo benissimo che l’Italia è ricca di ogni tipo di tesoro e meraviglia, che il suo patrimonio culturale è straordinario e che possiede degli scorci a dir poco magici. Ciò che non sappiamo è che proprio qui, fra le mille bellezze della Penisola, è stato trovato uno dei minerali più rari al mondo. Dov’è accaduto? In Sardegna, e il minerale in questione ha preso il nome di Ichnusaite.

Capire il perché non è difficile: anticamente i Greci chiamavano Ichnussa la Sardegna, per via della sua forma simile all’impronta di un piede, e il nome scelto per il minerale non è altro che un tributo a questa meravigliosa regione. Ma chi l’ha scoperto? E come mai è un minerale così importante?

Ichnusaite, un minerale rarissimo

Correva il 2013 quando a Punta de su Seinargiu (Sarroch), sono state scoperte le primissime tracce di ichnusaite. Già allora il minerale è apparso particolarmente prezioso, ma c’è voluto un decennio per studiarlo e per capire quanto, in effetti, fosse raro. Per avere un’idea della sua unicità basta pensare che fino a qualche anno fa i minerali più costosi erano i diamanti, che adesso sono decisamente scesi nella graduatoria.

A sottolinearlo, proprio nelle ultime settimane, è stato il ricercatore in scienze ambientali statunitense Jesse Ausubel, attualmente docente alla Rockefeller University. Ausubel ha svolto uno studio sull’ichnusaite insieme a diversi colleghi provenienti dalla Carnegie Institution of Washington e dal Deep Carbon Observatory e ha realizzato uno studio, pubblicato su American Mineralogist, che ne attesta la singolarità. Nel commentare il suo studio, ironicamente, Ausubuel ha persino detto: «Chi vuole regalare alla fidanzata un anello davvero unico, dovrebbe dimenticare qualsiasi altro prezioso e regalarle una ichnusaite della Sardegna».

Com’è fatta l’ichnusaite?

Come mai l’ichnusaite è così rara? In primis perché è molto fragile, talmente tanto che basta pochissimo per farla frantumare o dissolvere. Si tratta di un molibdato idrato di torio e la sua formazione sarebbe da attribuirsi alla mescolanza tra torio radioattivo e molibdeno. Ausubel e gli altri scienziati ipotizzano che nello specifico sia il prodotto di alterazione della molibdenite, quando apposta in un ambiente con pH basico.

Secondo Ausubel la molibdenite infatti potrebbe essere proprio la parte di molibdeno che ritroviamo nel minerale. Alla vista appare trasparente e incolore, in più è sottile, tabulare e lunga fino a 200 micron. Osservandola si può rilevare una certa lucentezza, a metà fra l’adamantino e il perlaceo. Non è stato possibile misurarne densità e proprietà ottiche proprio per via della sua fragilità e anche e soprattutto perché i campioni a disposizione sono davvero pochissimi: la quantità totale disponibile su tutto il pianeta potrebbe addirittura essere contenuta in un ditale.

A cosa può servire il minerale sardo

L’importanza di questo minerale è molto più ampia di quanto si possa pensare. Non solo il suo valore è elevatissimo, ma ha anche una particolarità che è da attribuirsi al torio, elemento che come abbiamo accennato la compone. Esattamente come l’uranio, quando il torio decade radioattivamente rilascia energia, un tipo di energia che può essere utilissimo per capire di più sulla tettonica delle placche e su ciò che succede all’interno della terra.

Non solo: secondo gli esperti, la composizione particolare dell’ichnusaite potrebbe dare delle spiegazioni su come si altera il combustibile esaurito delle centrali nucleari e su come contenere la sua pericolosità, rendendo possibile l’immagazzinamento di bombe atomiche e scorie nucleari senza conseguenze e instabilità.

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