SCIENZA

Qualcosa sta facendo sparire le stelle nel cielo

Nove stelle avvistate negli anni Cinquanta del secolo scorso non sono più visibili, un mistero che stanno cercando di risolvere alcuni ricercatori

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Fonte: 123RF

Lo spazio e l’Universo ci hanno abituato a una curiosità dopo l’altra, ma quella scoperta da alcuni ricercatori svedesi potrebbe essere ancora più sensazionale. Le stelle nel cielo starebbero sparendo: possibile? Si tratta di quanto accertato dagli scienziati dell’Università di Uppsala, ridente città a 70 chilometri da Stoccolma.

Il fenomeno è a dir poco particolare, un po’ come quello delle stelle sconosciute che sono esplose di recente. L’attenzione degli esperti scandinavi si è concentrata su nove oggetti celesti che sono stati notati per prima volta nei lontani anni Cinquanta del secolo scorso, più precisamente grazie a un telescopio utilizzato in California.

Oggi quelle stesse stelle non sarebbero più visibili, ma finora nessuno era andato a fondo della questione. I ricercatori di Uppsala si sono rimboccati le maniche e hanno realizzato un progetto ad hoc, noto con la sigla VASCO. Il celebre cantante di Zocca non c’entra ovviamente nulla, l’acronimo identifica le Vanishing & Appearing Sources. In realtà ci sono più domande che risposte, visto che sono diverse le teorie formulate in proposito, ad esempio una presunta struttura “aliena” vicina alle stelle e che si alimenterebbe della loro energia. Questa è la ricostruzione più singolare, ma ne esiste anche un’altra che è più “credibile” e che potrebbe finalmente risolvere il mistero della sparizione.

I telescopi da utilizzare

Secondo gli scienziati svedesi, infatti, queste stelle scomparse potrebbero essere dei quasar. Con questo nome si indicano di solito i nuclei di galassie attive, molto luminosi e caratterizzati da potenti sorgenti radio. I quasar possono ingannare i ricercatori e sembrare stelle a tutti gli effetti, ma in realtà hanno la capacità di spegnersi e riattivarsi a distanza di molto tempo. A dire il vero, nonostante il calo di luminosità, i quasar possono comunque essere osservati ma non con dei semplici telescopi. Venire a capo dell’enigma potrebbe dunque essere semplice, con gli strumenti giusti e soprattutto all’avanguardia, gli oggetti celesti spariti all’improvviso dovrebbero essere rintracciati.

Una teoria da confermare

Non è comunque un compito rapido. Gli stessi ricercatori di Uppsala si sono dati da fare per scandagliare tutta la volta celeste e hanno cercato le stelle tra più di 300mila sorgenti luminose nel cielo. Per il momento c’è grande ottimismo sul risultato finale, anche perché se la teoria dovesse essere confermata, allora la scoperta sarebbe di portata notevole. Tornando a parlare dei primi avvistamenti di queste nove stelle che per il momento non si vedono più, la loro visione fu possibile grazie al telescopio Samuel Oschin, dispositivo che ha una storia piuttosto interessante.

È stato costruito a partire dal 1939 per poi essere completato nove anni dopo, mentre la denominazione in onore dell’imprenditore e filantropo Samuel Oschin risale al 1986. Nel corso del tempo è stato oggetto di inevitabili aggiornamenti, in particolare è stata sostituita la lama correttiva, sfruttando un vetro con minore aberrazione cromatica. Da quel momento le immagini hanno registrato una qualità migliore, soprattutto per quel che riguarda le lunghezze d’onda. Tantissime stelle nascondono segreti veri e propri, ora bisognerà armarsi di pazienza per capire se quelle scomparse riveleranno qualcosa di importante oppure se sarà stato fatto molto rumore per nulla.

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