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SCIENZA

Smascherate le stelle che si "travestivano" da esopianeti

Le tre stelle avevano una massa e una distorsione mareale troppo grandi per essere semplicemente dei pianeti, e ora ne abbiamo la certezza

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Smascherate le stelle che si "travestivano" da esopianeti Fonte foto: NASA

La scienza è fatta di scoperte e di rivelazioni che smentiscono quelle scoperte. È successo migliaia di volte e continuerà a succedere: è in questo modo che abbiamo scoperto che alcune stelle fingevano di essere pianeti.

Le stelle che si fingevano pianeti

Gli astronomi hanno individuato sicuramente tre, e forse anche quattro, stelle che si sono mascherate da esopianeti (che cosa sono), cioè da pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare.

Erano state individuare dal telescopio spaziale Keplero della NASA e al momento della scoperta erano state classificate come esopianeti. Ma sono state fatte analisi successive, e un nuovo studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) rivela che la prima classificazione potrebbe essere sbagliata.

Gli scienziati hanno ricalcolato le misurazioni delle stelle intorno a cui orbitavano quelli che pensavamo fossero pianeti, per verificarne le dimensioni. Questo ha rivelato che tre oggetti – noti come Kepler-854b, Kepler-840b e Kepler-699b –  misurano tra le due e le quattro volte la dimensione di Giove: era quindi davvero troppo grandi per essere dei pianeti. Invece, secondo i ricercatori dovrebbero essere classificati come stelle di piccole dimensioni.

Le dimensioni degli oggetti ne hanno svelato l’identità

“La maggior parte degli esopianeti sono grandi al massimo come Giove, ma molti sono più piccoli. Un pianeta grande due volte Giove è sospetto“, ha detto Prajwal Niraula, autore principale dello studio e uno ricercatore del Dipartimento Terra, Atmosfera e Scienze Planetarie del MIT. “Con queste dimensioni non può essere un pianeta, che è quello che abbiamo confermato”.

Un altro dei motivi che ha fatto storcere il naso agli scienziati è la distorsione mareale, cioè della forma degli oggetti nello spazio. L’attrazione gravitazionale tra due oggetti molto vicini può influenzarne la forma, allungandone le forme. Quanto più l’oggetto-compagno è grande, tanto più aumenta la distorsione: quindi i ricercatori possono capire se stanno guardando un sistema fatto da due stelle o uno fatto da una stella e un pianeta più piccolo in base a quanto gli oggetti hanno cambiato forma. E quando gli scienziati hanno esaminato Kepler-854b hanno trovato una distorsione troppo grande per essere causata da un pianeta.

Esiste una quarta stella su cui gli scienziati sono dubbiosi, conosciuta come Kepler-747b. È grande circa 1,8 volte la dimensione di Giove, simile quindi ai più grandi esopianeti la cui esistenza è stata confermata. Ma c’è un problema: Kepler-747b si trova molto lontano dalla sua stella di riferimento, e questo vuol dire che probabilmente non riceve abbastanza energia per sostenersi. Potrebbe invece farlo se generasse da solo la sua energia, e quindi se fosse una stella. Questo non esclude del tutto Kepler-747b dal novero degli esopianeti, ma gli scienziati rimangono attenti e dubbiosi.

“Al di là di tutto, questo studio rende l’attuale lista di pianeti più completa”, ha detto Avi Shporer, coautore dello studio e ricercatore del Kavli Institute for Astrophysics and Space Research del MIT. “La scienza astronomica si basa su questa lista per studiare i pianeti e il sistema solare. Se si utilizza un campione con alcuni intrusi, i risultati possono essere imprecisi”. La caccia agli esopianeti è una delle attività che tiene più impegnati i ricercatori, che sono alla ricerca di nuovi possibili pianeti abitabili.

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