SCIENZA

Su Plutone accade qualcosa che non esiste su nessun altro pianeta

Vulcani di ghiaccio simili a quelli sulla Terra hanno plasmato un'area della superficie di Plutone, dove potrebbe esserci attività recente e acqua quasi liquida

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Fonte: NASA

Il nostro Sistema Solare è formato da otto pianeti, ognuno con caratteristiche proprie e distintive. Ci sono altri corpi celesti: le stelle dei pianeti, come la Luna o Europa, gli asteroidi, il vento solare e poi i cosiddetti pianeti nani. Tra questi c’è anche Plutone, a lungo oggetto di dispute nel mondo scientifico: abbiamo appena scoperto una sua caratteristica molto particolare, e unica.

I vulcani di ghiaccio di Plutone

Sul piccolo pianeta nano Plutone esiste un’area che i ricercatori pensano si sia formata dopo l’eruzione di vulcani di ghiaccio: una caratteristica che secondo un nuovo studio è unica nel Sistema Solare.

La comunità scientifica è sempre stata divisa sullo status da dare a Plutone: pianeta o non pianeta? Alla fine è stato classificato sì come pianeta, ma “nano”. Ma gli studi sul corpo celeste non si sono mai interrotti: nel 2006 la NASA ha lanciato la missione New Horizons, che negli anni ha scattato foto dettagliate della superficie di Plutone, che è piccolo ma è anche l’oggetto più grande della Cintura di Kuiper, un anello di detriti simile a quello di asteroidi tra Marte e Giove, ma ghiacciati.

Queste fotografie sono state esaminate da una nuova analisi: in particolare quelle di un’area che contiene i due monti principali, Wright Mons (tra i 4 e i 5mila metri di altezza) e Piccard Mons (7mila metri). Secondo gli scienziati si tratterebbe di vulcani di ghiaccio. I ricercatori hanno anche concluso che la superficie intorno a questi elementi geografici è stata probabilmente formata da un’attività abbastanza recente dei vulcani di ghiaccio, detti anche criovulcani – che potrebbero essere, quindi, ancora attivi.

Sulla vetta di queste montagne ci sono avvallamenti molto profondi  – quello della Wright Mons si spinge fino alla base del monte. L’area circostante ha un aspetto insolito, bitorzoluto, a forma di onda e arrotondati. “Non ci sono altre aree su Plutone che assomigliano a questa regione”, ha spiegato Kelsi Singer, astronoma del Southwest Research Institute del Colorado e autrice principale dello studio. “Ed è totalmente unico anche nel Sistema Solare“.

Un’altra differenza con il resto della superficie di Plutone è che in questa zona non ci sono crateri da impatto: un’indicazione che la superficie sia di recente formazione, non più di uno o due miliardi di anni fa, con alcune zone con soli 200mila anni di vita.

Potrebbe esserci vita su Plutone?

Il fatto che i vulcani possano essere ancora attivi ha portato gli scienziati a immaginare che acqua liquida, o qualcosa di simile, scorra o sia recentemente passata sotto la superficie di Plutone, come fa la lava sotto ai vulcani terrestri.

I criovulcani sono infatti simili ai loro cugini sulla Terra: gran parte del pianeta nano è fatta di ghiaccio e le temperature sono molto al di sotto del punto di congelamento dell’acqua. Ciò significa che l’acqua liquida, o qualcosa di simile che sia almeno parzialmente fluido o mobile, sarebbe come il magma sulla Terra, che sale in superficie dopo un’eruzione e si congela o si indurisce in un solido.

Un’attività recente significa anche che probabilmente c’è più calore all’interno di Plutone di quanto gli scienziati pensassero, vista la distanza dal Sole. Basandosi su queste due informazioni e su altre ricerche recenti, gli astronomi ritengono che potrebbe esserci una qualche forma di vita sotto la superficie del piccolo pianeta: una teoria simile esiste anche per Cerere, uno degli asteroidi più grandi del Sistema Solare.

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