SCIENZA

Il telescopio spaziale James Webb ha scoperto qualcosa di sorprendente in questo sistema planetario

C'è qualcosa di davvero bizzarro che si può osservare attorno alla stella Beta Pictoris: il telescopio spaziale James Webb ha fatto un'altra, importante scoperta.

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Fonte: @nasa, @europeanspaceagency, @canadianspaceagency , STScI, C. Stark and K. Lawson (NASA GSFC), J. Kammerer (ESO), and M. Perrin (STScI)

Grazie a strumenti sempre più all’avanguardia, gli astronomi possono osservare regioni dello spazio finora sconosciute e individuare dettagli che, sino a qualche anno fa, era impensabile poter catturare. Il telescopio spaziale James Webb è uno di questi potenti mezzi che consentono tutto ciò: proprio di recente, ha permesso agli scienziati di dare una nuova sbirciatina ad un sistema planetario già conosciuto e il risultato è stato sensazionale.

Il sistema planetario di Beta Pictoris

Partiamo dall’inizio: Beta Pictoris è una giovane stella bianca situata nella Costellazione del Pittore, a circa 64 anni luce di distanza da noi. Sono ormai molti anni che gli scienziati la studiano, dal momento che è abbastanza vicina ed estremamente luminosa, due fattori che permettono osservazioni dettagliate. Nel corso del tempo, è stato possibile scoprire che la stella ospita un sistema planetario e sono già stati individuati almeno due pianeti gassosi simili a Giove. Inoltre sono state evidenziate numerose comete.

Ma c’è un’altra particolarità molto interessante: gli esperti sono affascinati dalla presenza, attorno a Beta Pictoris, di un disco circumstellare – il primo ad essere mai stato trovato al di fuori del Sistema Solare. Questo disco, caratterizzato da polveri e detriti, è il luogo in cui avviene la formazione dei pianeti (motivo per cui viene chiamato anche disco protoplanetario). Più di recente, il telescopio Hubble ha osservato l’esistenza di un secondo disco, anch’esso in orbita attorno alla stella, ma con un asse inclinato in maniera più accentuata.

La nuova scoperta su Beta Pictoris

Nonostante le scoperte già effettuate in passato, pare che Beta Pictoris abbia ancora molto da rivelarci. Stavolta, ad osservare il sistema planetario da vicino è stato il telescopio James Webb, autore di innumerevoli avvistamenti sensazionali. Gli scienziati hanno impiegato due strumenti posizionati sul telescopio, NIRCam (che lavora nel vicino infrarosso) e MIRI (che invece opera nel medio infrarosso). Se attraverso la prima camera non è stato possibile individuare alcun dettaglio aggiuntivo, la seconda ha invece regalato agli esperti qualcosa di sensazionale.

Si tratta di una misteriosa struttura che, partendo dal secondo disco circumstellare, si protende nello spazio come una coda di gatto – è infatti ondulata. Secondo i dati raccolti fino a questo momento, sia il disco secondario che la “coda di gatto” sono più caldi rispetto al disco principale e hanno una tonalità più scura. Probabilmente sono ricchi dello stesso materiale che costituisce asteroidi e comete all’interno del Sistema Solare. Non è ancora chiaro in che modo la struttura ondulata si sia formata, ma è evidente la sua giovanissima età.

Secondo gli astronomi, avrebbe circa 100 anni e potrebbe aver origine da una collisione di grandi dimensioni: l’energia della stella spingerebbe via le particelle di polvere più piccole e inconsistenti con una velocità maggiore rispetto a quanto non riesca a fare con le particelle più grandi, creando così una lunga coda polverosa. “La caratteristica della coda di gatto è molto insolita e riprodurre la curvatura con un modello dinamico è stato difficile. La nostra ricerca suggerisce che il sistema Beta Pictoris potrebbe essere ancora più attivo e caotico di quanto avessimo pensato in precedenza” – ha affermato Christopher Stark, del Goddard Space Flight Center della NASA.

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