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SICUREZZA INFORMATICA

Google, crescono le richieste di accesso ai dati degli utenti

Aumentano le richieste di accesso ai dati indirizzate a Google da parte dei governi, ma l'azienda di Mountain VIew ha diminuito il numero di autorizzazioni

Google è uno scrigno di informazioni riservate. Ne sanno qualcosa soprattutto i governi di mezzo mondo, che continuano ad avanzare richieste all’azienda americana di accesso ai dati degli utenti. Gran parte di queste domande però vengono rispedite al mittente.

Se da un lato, dunque, aumenta la domanda di accesso ai dati degli utenti, dall’altro diminuisce la percentuale delle informazioni rilasciate. Nel 2009, ad esempio, il numero delle richieste, secondo i dati forniti da Big G, era stato di appena 12.000. Con il passare degli anni, anche in relazione alla crescente instabilità in cui sono precipitati molti Paesi, la quantità di queste informazioni sensibili è cresciuta notevolmente. Nella seconda metà del 2016, da luglio a dicembre, il numero totale di accesso ai dati degli utenti da parte dei governi è stato di circa 45.500.

Diminuiscono le informazioni rilasciate

Con più di 13.600 richieste di accesso ai dati degli utenti custodite da Google, al primo posto si collocano le autorità degli Stati Uniti. Per quanto riguarda invece l’Europa, ai primi posti troviamo rispettivamente Germania e Francia. E l’Italia? Il nostro Paese ha avanzato nella seconda metà del 2016 complessivamente 1034 richieste, 58 in meno rispetto ai primi mesi dell’anno. Di queste domande di accesso ai dati degli utenti italiani, Google ha concesso solo il 37% di informazioni.

Che siano aumentate le richieste a Google da parte dei vari governi è anche normale: nel corso degli anni, infatti, sono cresciti i servizi offerti da Big G, così come il numero degli utenti. Rispetto però al 2010, la quantità di informazioni rilasciate alle autorità è diminuita del 60%. Una notizia positiva, dal punto di vista della privacy.

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