SCIENZA

Un allarme dal cuore dell’Antartide: le conseguenze sono peggiori di quanto previsto

L'allarmante risultato di una nuova indagine ci rivela che il ghiaccio in Antartide sta subendo le peggiori conseguenze del cambiamento climatico: ecco cosa sta succedendo.

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Il cambiamento climatico minaccia ormai da anni la stabilità dei ghiacci dell’Antartide, ma forse abbiamo sottovalutato il problema. Recenti studi, condotti grazie alle osservazioni effettuate dai satelliti, hanno dimostrato che le conseguenze del riscaldamento globale sono più gravi di quanto previsto. Moltissime piattaforme ghiacciate stanno scomparendo, e il loro ruolo è fondamentale per il Polo Sud: cosa dobbiamo aspettarci?

Le piattaforme di ghiaccio in Antartide

Il Polo Sud è circondato da una regione, l’Antartide, quasi completamente ricoperta da una calotta glaciale e affacciata sull’oceano. Gran parte delle coste del continente è caratterizzata dalla presenza di piattaforme glaciali, ovvero spesse masse di ghiaccio che galleggiano sull’acqua. Il loro ruolo è fondamentale: agendo come contrafforti, rallentano il flusso di ghiaccio che, sotto il suo stesso peso, tende inevitabilmente a scivolare dall’Antartide nell’oceano. Se non ci fossero, avremmo perdite incredibili di ghiacci che, riversandosi in acqua, aumenterebbero enormemente il livello dei mari in tutto il mondo. Purtroppo, questo scenario non è molto lontano dalla realtà attuale.

Il nuovo studio sullo scioglimento dei ghiacciai

Un team internazionale guidato dagli scienziati dell’Università di Leeds ha condotto uno studio per osservare lo stato di salute delle piattaforme di ghiaccio che circondano l’Antartide. La ricerca si basa principalmente sui dati raccolti dalle missioni satellitari Copernicus Sentinel-1 e CryoSat, dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e su oltre 100mila immagini radar. I suoi risultati, piuttosto allarmanti, sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Science Advances. Che cosa ci rivelano sulle condizioni dei ghiacciai al Polo Sud?

Gli esperti hanno notato che il 40% delle piattaforme galleggianti (ben 71 su 162) si è significativamente ridotto di volume, nel corso degli ultimi 25 anni. Secondo le loro stime, sono stati rilasciati nell’oceano circa 67 trilioni di tonnellate di acqua di fusione, con conseguenze incredibili. Da una parte, la calotta glaciale antartica è ora più a rischio di perdita di ghiaccio, avendo una minor protezione. Dall’altra, l’introduzione di una così grande quantità di acqua dolce nell’oceano potrebbe cambiare per sempre gli attuali modelli di circolazione oceanica.

Dallo studio, tuttavia, è emersa un’interessante discrepanza. Le piattaforme glaciali che hanno perso parte del loro volume sono quasi tutte affacciate sul lato occidentale dell’Antartide. Al contrario, quelle presenti sul lato orientale sono rimaste intatte o, addirittura, sono aumentate di massa. Come si spiega questo fenomeno? Ce lo rivela Benjamin Davidson, ricercatore presso l’Università di Leeds e coautore della ricerca: “Esiste un quadro misto del deterioramento delle piattaforme di ghiaccio, e questo ha a che fare con la temperatura dell’oceano e le correnti oceaniche intorno all’Antartide. La metà occidentale è esposta all’acqua calda, che erode rapidamente le piattaforme di ghiaccio dal basso, mentre gran parte dell’Antartide orientale è attualmente protetta da una fascia di acqua fredda lungo la costa”.

Quello che gli scienziati non si aspettavano, inoltre, è che la perdita di volume da parte delle piattaforme fosse inarrestabile: si credeva infatti che si trattasse di un fenomeno ciclico, con fasi alterne di perdita di ghiaccio e successivamente di aumento di massa. Invece, la situazione è peggiore di quanto immaginato. Ci troviamo davanti ad un costante deterioramento delle piattaforme che va avanti da almeno 25 anni, senza alcun segno di ripresa. E la responsabilità è del riscaldamento globale, che si sta manifestando in Antartide con conseguenze drammatiche.

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