La crisi climatica minaccia l'Australia con forti temporali e il rischio di inondazioni
Forti temporali, inondazioni e persino supercelle: l'Australia è colpita da fenomeni meteorologici estremi, effetto della crisi climatica: cosa sappiamo.
Fenomeni meteorologici violenti hanno messo a dura prova le zone settentrionali dell’Australia, lo scorso weekend. Una situazione che non sembra accennare a placarsi e che, tra l’altro, si sta estendendo in aree notoriamente poco colpite da questi eventi. Tra queste la città di Eromanga nel Channel Country, conosciuta per essere il centro abitato più lontano dal mare. L’instabilità climatica è sotto gli occhi di tutti.
Allerta alluvione in Australia
Come riportato dal Guardian e da altre autorevoli testate, lo scorso weekend per l’Australia sarà certamente ricordato come uno dei più piovosi che il Paese abbia mai visto. A essere colpite sono state in prima battuta le zone settentrionali: un’ampia depressione si è spostata verso nord, trascinando aria calda e umida dal Golfo di Carpentaria e creando le condizioni per la formazione di forti temporali e persino di supercelle, ovvero di strutture temporalesche pericolose caratterizzate dalla presenza di mesocicloni al loro interno.
Secondo i dati raccolti, in un’ora sono caduti in media oltre 70 mm di pioggia, anche in aree generalmente aride: forti precipitazioni su terreni asciutti, aumentano il rischio di inondazioni. E così, in effetti, è stato.
Un esempio lampante è quanto accaduto nella città di Eromanga, nel Channel Country, una regione centrale dell’Australia. Si tratta della città più lontana dal mare di tutto il Paese. Eppure le piogge torrenziali sono arrivate anche qui, trasformando un’area pressoché desertica in un paesaggio sommerso dall’acqua, con tutti i conseguenti disagi per la popolazione locale: strade interrotte, isolamento.
Non si tratta dell’unico caso registrato in queste ultime ore. Come riporta il Bureau of Meteorology, ad esempio, nella città di Winton sono caduti ben 158,2 mm di pioggia in appena 24 ore, infrangendo così il precedente record mensile: il marzo più piovoso per la città si era registrato nel 2018 con un totale di 249,8 mm di pioggia, oggi battuto da quello di quest’anno che è salito a 279 mm.
Il ruolo del cambiamento climatico
Le forti precipitazioni e in generale gli eventi estremi registrati in questi giorni in alcune regioni dell’Australia non sono casi isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di fenomeni in cui gioca un ruolo importante il cambiamento climatico. Parliamo di fattori come l’aumento delle temperature globali, così come l’intensificazione di fenomeni come El Niño e La Niña e, in ultimo, dell’alterazione dei modelli di circolazione atmosferica che via via stanno rendendo il clima sempre più imprevedibile.
Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) afferma che l’aumento della “temperatura media annua superiore di almeno un grado rispetto alla media del trentennio 1991-2020” contribuisce ad aumentare l’evaporazione, rendendo il terreno più secco e aumentando il rischio di incendi devastanti, mentre l’aumento dell’umidità atmosferica può portare a precipitazioni più intense, come quelle registrate in Australia appunto.
Un campanello d’allarme che non riguarda soltanto l’Australia e le sue città. Abbiamo visto fenomeni simili anche in Italia e negli Stati Uniti (vedi gli incendi boschivi nelle Caroline). Le conseguenze possono essere devastanti e per tale ragione è importante che ogni comunità/Paese investa su infrastrutture resilienti, politiche di gestione delle risorse idriche sostenibili e transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.