SCIENZA

Una densa foschia scura ha avvolto la città di Milano: cosa è successo?

Milano avvolta da una coltre scura come in uno scenario apocalittico: non fantasia, ma la realtà di una delle città più inquinate d'Italia.

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Fonte: ANSA

Una coltre scura ha ricoperto la città di Milano. Un fenomeno che si è protratto per diversi giorni e che, com’è facilmente intuibile, ha una causa primaria: gli altissimi livelli di inquinamento. Secondo Arpa Lombardia, l’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale che monitora h24 la situazione del capoluogo, i valori sono al di sopra della soglia stabilita dall’OMS, come denunciato in precedenza dai dati pubblicati dal servizio svizzero IQAir, che hanno fatto scattare l’allarme. Così Regione e Comune hanno attivato le misure anti-smog di primo livello.

Milano avvolta da una densa foschia scura

La densa foschia che ha avvolto la città di Milano da metà febbraio non è altro che il risultato degli alti livelli di inquinamento registrati nel capoluogo lombardo. Un problema che non è di certo nuovo ma che ha allertato le istituzioni, costringendole a prendere dei provvedimenti.

La denuncia era giunta in prima istanza dal servizio svizzero IQAir, sebbene i dati rilevati con diversi indicatori abbiano confermato lo stato di inquinamento dell’aria della città, che ciclicamente peggiora sempre più raggiungendo soglie limite che potrebbero rappresentare un serio rischio per la salute dei cittadini. Stando ai dati pubblicati, il valore delle Pm 2.5 – insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm – è 27,4 volte il valore-guida stabilito dall’OMS, mentre il Pm 10 –  l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10 µm – ha raggiunto il doppio della soglia-limite.

La densa foschia in questione non è altro che il risultato di fattori che dipendono in primis dall’alta densità della popolazione, a cui si aggiungono il traffico e l’alto utilizzo di automobili e combustibili inquinanti, il riscaldamento delle abitazioni e degli edifici pubblici che nella città di Milano è in gran parte centralizzato, oltre alla presenza di allevamenti intensivi che secondo i report di Greenpeace incidono sull’inquinamento dell’aria ancor più dello smog prodotto dalle automobili.

Cosa prevedono le misure anti-smog

Il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ammesso che lo smog “è un dato di fatto che coinvolge tutta la pianura padana” e che si stanno portando avanti tutte le politiche necessarie “per migliorare i riscaldamenti, le automobili, per agevolare le attività produttive a intraprendere un percorso di sostenibilità“. Non ha negato che si possa fare di più, e in effetti è così.

Non a caso martedì 20 febbraio sono state attivate le misure anti-smog di primo livello nel capoluogo lombardo, come previsto dal protocollo della Regione, che prevede innanzitutto il divieto di circolazione dei mezzi più inquinanti durante il giorno. Si tratta di “misure temporanee da attivare al verificarsi di condizioni di perdurante accumulo e aumento delle concentrazioni degli inquinanti correlate a condizioni meteo sfavorevoli alla loro dispersione”, come si legge su InfoAria: “Le limitazioni temporanee relative alla mobilità privata si applicano nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e in quelli che hanno aderito volontariamente (dGR n. 3606/2020). Le limitazioni temporanee relative al riscaldamento domestico, alle combustioni all’aperto e allo spandimento di liquami zootecnici si applicano a tutti i Comuni appartenenti alla Provincia che abbia attivato il 1° o il 2° livello, indipendentemente dalla loro adesione”.

Tali misure sono state disattivate sabato 24 febbraio, come comunicato dalla Regione, ma c’è chi mette in dubbio che questo basti per risolvere davvero il problema in quella che viene considerata una delle città più inquinate del Paese.

Qual è la reale situazione dell’inquinamento dell’aria a Milano

Guido Lanzani, responsabile della qualità dell’aria di Arpa Lombardia, ha spiegato a Tg La7 che “i Pm 10 sono sopra la soglia” ma “non si tratta di una situazione anomala, è anzi comune per questo territorio analizzando il periodo attuale. I dati di oggi sono migliori rispetto a 10/20 anni fa. Certamente si può migliorare ancora”.

Secondo Lanzani i dati di IQAir hanno “generato un allarme ingiustificato“, in quanto “le loro classifiche mettono insieme dati da fonti diverse, usando strumentazioni differenti e che non sempre tra loro possono essere attendibili o di qualità. Si tratta di dati prodotti da strumenti indicativi, classifiche su basi orarie e non sul lungo periodo, informazioni troppo variabili”. Il problema, comunque, resta e sarà necessario adottare ulteriori misure per arginare il potenziale negativo sulla salute dei cittadini.

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