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Dopo Mare Fuori, arriva la serie Nate Libere

Dagli stessi produttori di Mare Fuori, la serie Nate Libere sarà ambientata in un carcere femminile. Ecco cosa sappiamo del progetto per ora

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Fonte: Rai/Twitter

Chi ha amato Mare Fuori, uno dei titoli italiani più di successo di quest’anno, adesso ha un altro nome da segnare sulla lista delle serie da guardare: Nate Libere. I punti in comune tra le due serie sono diversi. Prima di tutto, entrambi i progetti sono targati Picomedia, società di produzione cinematografica e televisiva che tra l’altro ha messo la firma in passato anche su titoli come Tutto chiede salvezza e il film Trafficante di virus. In secondo luogo, tutte e due le storie sono ambientate in un carcere italiano.

Cosa sappiamo di Nate Libere

In base alle informazioni al momento disponibili, la serie Nate Libere sarà ambientata in un carcere femminile. Roberto Sessa, produttore della serie, ha già avuto modo di spiegare che l’obiettivo è quello di raccontare storie di speranza, amicizia e umanità, ma anche di maternità e amore, che si sviluppano in un contesto diverso dal solito: quello della detenzione, appunto. «È da tempo che stiamo sviluppando questo nuovo concept sul carcere femminile che presto finalmente vedrà la luce. Attualmente siamo in fase di discussione con i potenziali broadcaster», ha dichiarato Sessa qualche tempo fa.

Quando esce Nate Libere

Il progetto di Nate Libere, dunque, è ancora in fase embrionale. A quanto pare ci sta al momento occupando nello specifico della scrittura degli episodi. Non è ancora noto quale piattaforma di streaming potrebbe ospitare la serie né quali potrebbero essere i tempi di produzione. Nulla si sa al momento nemmeno del cast.

L’unica cosa certa, insomma, è che l’idea della serie esiste da qualche tempo, che se ne sta parlando con intenzioni concrete e che l’intento è anche quello di riportare sul piccolo schermo le atmosfere già amate dal pubblico di Mare Fuori. Non resta che incrociare le dita e sperare che questa nuova serie veda presto la luce.

Le serie ambientate nelle carceri femminili

La serie Nate Libere, che coinvolge anche Franco Bernini e Rosa Ventrella nella sceneggiatura, potrebbe essere la prima produzione italiana ambientata in un carcere femminile. L’esempio più famoso in tal senso è Orange Is The New Black, serie statunitense in cui le vicende di alcune detenute negli Stati Uniti si intrecciano a tematiche attuali come abuso di sostanze, razzismo e orientamento sessuale. Disponibile su Netflix, la serie è composta da sette stagioni. Sempre sulla stessa piattaforma di streaming c’è Vis a vis – Il prezzo del riscatto, serie televisiva spagnola di genere thriller composta da quattro stagioni, anche questa ambientata in un carcere femminile.

Il film di Mare Fuori

Intanto, in attesa di Nate Libere, non accenna a diminuire l’attenzione dei fan nei confronti di Mare Fuori (visibile su RaiPlay e Netflix). Mentre si lavora alla quarta stagione della serie, procede su un binario parallelo lo sviluppo del film di Mare Fuori.

Il film dovrebbe essere uno spin-off della serie, quindi conserverà dei legami con la trama di Mare Fuori, ma avrà un titolo differente e racconterà una storia diversa, che si svolge fuori dall’IPM. Il film, inoltre, dovrebbe fungere da ponte narrativo tra la quarta e la quinta stagione e coinvolgerà nel cast alcuni attori della serie (ma non si sa ancora quali). Si prevede esca al cinema nel 2024, probabilmente in inverno, ma sul punto non ci sono ancora conferme ufficiali. Ivan Silvestrini si occuperò della regia.

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