SCIENZA

Hanno trovato delle impronte che cambiano la storia e molte cose che pensavamo

Delle impronte di ominidi sembrano rivelare qualcosa che nessuno poteva immaginare: i pre-Neanderthal avrebbero abitato alcune zone del mondo molto prima di quanto si pensasse, cosa che impatterà su tutte le idee attualmente valide sull'evoluzione

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Fonte: Eduardo Mayoral - Scientific Reports

E se la storia dell’uomo come la conosciamo, cambiasse? Ultimamente questa domanda si sta facendo sempre più frequente per molteplici ragioni: le scoperte archeologiche e scientifiche sembrano rivelare delle cose che sembravano impossibili. L’ultima scoperta, in ordine di tempo, riguarda delle impronte di ominidi che sarebbero di ben 200.000 anni più vecchie rispetto a quanto si pensasse in precedenza.

Cosa significa questo, nello specifico? Che i Pre-Neanderthal risalirebbero addirittura la Pleistocene medio (circa 295.800 anni fa). E che la nostra evoluzione potrebbe essere molto, molto più lunga e complessa di quanto si pensava fino ad adesso.

La scoperta delle impronte e il record in Europa

A fare la scoperta in questione è stato un team dell’Università di Siviglia, guidata dal ricercatore e tecnico dei radioisotopi GRS Jorge Rivera. Il team ha analizzato una serie di orme di ominidi a giugno del 2020, nella zona di El Asperillo a Matalascañas, in Spagna, che sulla carta erano datate a circa 106.000 anni fa. Alcuni esperti, però, durante il rilevamento, avevano già sospettato che fossero più antiche di così, ed è per questo che è stata coinvolta la squadra di Rivera.

Gli scienziati hanno dunque applicato una tecnica di luminescenza stimolata otticamente, svolgendo molteplici analisi e sfruttando gli strumenti più all’avanguardia dei laboratori del Centro per la ricerca, la tecnologia e l’innovazione dell’Università di Siviglia. I risultati di tutte la analisi condotte sono state straordinarie: le impronte sono, come abbiamo già accennato, 200.000 anni più vecchie di quanto si pensasse in precedenza. La loro “età” si attesterebbe dunque a 295.800 anni, cosa che le rende più antiche in Europa: un vero record.

L’impatto delle impronte da record nella storia

Ma cosa significa, dunque, per la storia? In sostanza, che i pre-Neanderthal avrebbero vissuto nell’area spagnola presa in analisi durante il Pleistocene medio, cambiando la cronologia dei loro spostamenti e delle loro capacità d’adattamento in modo impattante. Infatti, geograficamente, la scoperta mostra che gli insediamenti umani (che finora si riteneva essere prevalenti sulla costa del Golfo di Cadice), si sono spinti anche oltre, con nuclei abitati in zone con climi più temperati e vegetazione abbondante.

Per altro, in base all’analisi delle impronte, si può desumere che nel periodo dell’insediamento dei pre-Neanderthal nella zona di El Asperillo a Matalascañas, il livello del mare sarebbe stato di circa 60 metri sotto il livello attuale: ciò implica che la costa si troverebbe a più di 20 chilometri da dove si trova oggi, dunque si può ipotizzare l’antica presenza di una  grande pianura costiera, con ampie aree soggette a inondazioni, in cui tanti esseri umani si sarebbero stabiliti.

La nuova datazione delle impronte (e conseguentemente del sito dove sono state ritrovate) riguarda anche gli animali vertebrati che vi vivevano. Le tracce di ominidi, infatti, includevano anche impronte di grandi mammiferi come elefanti dalle zanne dritte, tori giganteschi e cinghiali, cosa che lascia capire che questa fosse la fauna che abitata (e dominava) l’area quasi 300.000 anni fa.

Le prossime analisi sulle impronte

La zona di El Asperillo a Matalascañan comprende oltre 300 impronte di cui il 10% sono considerate ben conservate. In base a quanto scoperto, non esistono in Europa (e ne esistono pochissime nel resto del mondo) orme di ominidi nella fascia temporale del Pleistocene medio indicate, per questo fino a poco tempo fa si dubitava che appartenessero ai pre-Neanderthal.

Ancora oggi, però, gli esperti sottolineano la singolarità della scoperta del sito, la cui nuova datazione sfida i paradigmi e le scoperte esistenti. In molti hanno infatti richiesto ulteriori analisi, più approfondite, per riuscire a capire ancora di più sulla questione.

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