SCIENZA

Sì, qualcosa è uscito da un buco nero. E l'abbiamo vista

Gli astronomi di tutto il mondo stanno analizzando con la massima attenzione la luce emessa dal getto di un buco nero, una novità di grandissima portata

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Come si formano i getti dei buchi neri? Non è una domanda campata per aria, ma il dubbio che sta attanagliando gli astronomi di tutto il mondo, anche perché si sta parlando di quelli che vengono considerati gli oggetti più luminosi in assoluto di tutto l’Universo. Proprio per tale motivo ci si è concentrati su una galassia nello specifico.

Quest’ultima risponde al nome di Messier 87 (nota anche come M87). Si tratta di una galassia ellittica gigante, visibile all’interno della costellazione della Vergine, scoperta per la prima volta da Charles Messier nel lontano 1781. A sua volta c’è un buco nero al centro dell’ammasso stellare e gli esperti sono riusciti a catturare un’immagine spettacolare.

I getti del buco nero

In poche parole, è la foto di un potente getto dal bordo dell’orizzonte degli eventi (la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno) del buco nero. Con un’informazione del genere potrà diventare molto più semplice spiegare i tanti fenomeni che sono legati al corpo celeste. Come hanno spiegato gli astronomi cinesi, in particolare, si sa da tempo come i getti vengano espulsi dalla regione che circonda i buchi neri. Bisogna però andare oltre, ma per lo studio diretto si deve osservare l’origine del getto il più vicino possibile al buco nero stesso.

Vale la pena ricordare come la maggior parte delle galassie ospiti corpi celesti di questo tipo, inghiottendo in maniera permanente tutto quello che si sposta lungo l’orizzonte degli eventi. Ogni buco nero, poi, può lanciare potenti getti di materia dai propri poli, con velocità che raggiungono facilmente quella della luce. Le ultime osservazioni in tal senso erano datate 2018, quando entrarono in azione i telescopi del Global Millimeter VLBI Array (GMVA), dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e del Greenland Telescope (GLT). Ma cosa si vede di preciso nella nuova immagine che sta facendo discutere tutto il mondo astronomico?

Come è stato osservato il buco nero

Lo scatto relativo al buco nero della galassia Messier 87 mette in luce la base del getto che va a connettersi con la materia che a sua volta forma un vortice. È la prima immagine che gli scienziati sono stati in grado di individuare con particolari così nitidi e chiari, sfruttando anche e soprattutto un sofisticato software di imaging in dotazione all’Osservatorio Haystack del MIT. Le prospettive future di una novità di tale portata sono facilmente immaginabili. Non è la prima volta che c’è fermento per quel che concerne i buchi neri, però in questo caso sembra proprio che alcuni chiarimenti siano a portata di mano.

Secondo Ziri Younsi, astrofisico dell’University College di Londra, si apre un’opportunità unica, quella di affrontare questioni come l’accelerazione e il riscaldamento delle particelle. Molti altri misteri circondano ogni buco nero, ma per il momento ci si può accontentare di questi dettagli. Una delle poche certezze è che la galassia Messier 87 sia tra le più affascinanti in assoluto: nella banda della luce visibile ci appare come una semplice macchia estesa e di colore lattiginoso, con un nucleo molto piccolo. In realtà, nella sua posizione centrale, è presente una delle radiosorgenti più potenti dell’Universo, la cosiddetta “Virgo A”.

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