SCIENZA

Sopravvissuto a questo pianeta per 300 milioni di anni

È una creatura che, in qualche modo, è "sopravvissuta" per 300 milioni di anni: il trilobite Redlichia rex è un caso davvero straordinario, anche per una sua "curiosa" abitudine

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Fonte: 123rf

Alcuni esemplari agitavano le zampette per spostare sedimenti e terra, altri strisciavano sul fondo del mare, altri ancora nuotavano. Una parte di loro mangiavano detriti, alcuni predavano: ciò che è sicuro, è che il trilobite è sopravvissuto sulla terra per quasi 300 milioni di anni e, ancora oggi, gli scienziati si interrogano su questo animale, in generale, su quello che è il più strano gruppo di artropodi apparso nel Cambriano e fiorito nel Paleozoico minore.

Recentemente, si è tornato a parlare dei trilobiti perché un gruppo di scienziati ha anche scoperto un’abitudine a dir poco peculiare: pare che alcuni di questi invertebrati corazzati fossero addirittura cannibali. Di certo, il loro è un caso molto particolare, che si conclude, per altro, con uno strano declino e una misteriosa estinzione.

Che cosa sono i trilobiti?

Non ci si può girare molto attorno: il trilobite è senz’altro una bizzarra stranezza della natura. I fossili che sono arrivati a noi dimostrano che somigliavano a strani insetti, con un curioso esoscheletro e un corpo tripartito in capo, torace e area posteriore. Ciò che è certo è che si muovevano negli ambienti marini e che avevano diverse dimensioni: andavano da pochi millimetri fino ad addirittura 60/70 centimetri (nei casi più eccezionali).

Per moltissimo tempo, hanno rappresentato quella che era probabilmente una delle specie più diffuse e diversificate sulla terra: oggi, gli scienziati contano circa 1.500 generi e 10.000 specie di questi invertebrati, che grazie alle loro capacità di adattamento si sono evoluti rapidamente e sono riusciti a sopravvivere per ben 270.000.000 di anni, prosperando e trovando sempre nuovi modi per riuscire a migliorare le proprie abilità.

Le strane abitudini di una specie (quasi) eterna

Ma come ha fatto, dunque, questo gruppo di invertebrati a sopravvivere così a lungo? La risposta è ancora tutta da scoprire: in generale, questo animale è davvero misterioso, così misterioso che ancora oggi gli scienziati non ne conoscono del tutto le origini. Di certo, il loro “funzionamento” era particolarmente avanzato e ben sviluppato per quella che era la loro epoca d’apparizione e nascita, cosa che gli permise anche di avere un’ampia diffusione geografica: i loro fossili sono stati rinvenuti in Nord America, Siberia, Spagna, Marocco, Cina e Australia.

Avevano sicuramente delle abitudini strane: si muovevano in modo tale da non lasciare tracce, occupavano dei nidi per tempi non troppo lunghi e sembra che prediligessero lo stile alimentare reofilo (in movimento) e adottassero spesso uno stile di vita sospensivoro (quindi riuscendo ad acchiappare ciò che potevano appunto in movimento mentre galleggiavano o si muovevano).  In più, alcuni fossili dimostrerebbero che avevano capacità di arrotolamento, nuoto veloce e che presentassero dismorfismo sessuale.

In più, come abbiamo detto, pare che a un certo punto siano diventati cannibali, prendendo di mira gli elementi più deboli della specie, mordendoli e succhiandoli per riuscire ad alimentarsi a sufficienza. Proprio queste strane abitudini e i loro cambiamenti avrebbe, infine, portato a un’estinzione che ancora oggi resta piena di quesiti.

Perché i trilobiti si sono estinti?

La scomparsa del trilobite coincise con la fine del Permiano. Gli scienziati suppongono che proprio i cambiamenti nella forma e nelle dimensioni del corpo di questo gruppo e le loro abitudini perennemente in cambiamento abbiano influenzato la loro sopravvivenza. Quando i trilobiti sono emersi per la prima volta all’inizio del Cambriano, infatti, erano sicuramente evoluti, ma quando sono entrati in gioco competizione e predazione la situazione è degenerata.

È come se, a un certo punto, la pressione evolutiva avesse dato l’effetto opposto rispetto a quello desiderato, non permettendo più loro di avere la giusta spinta e facendoli soccorrere in maniera quasi ingiustificata. Com’è, come non è, di certo ancora oggi si parla di loro e della loro enorme resistenza, fra le più lunghe su questo pianeta.

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