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Pozza di salamoia in fondo al mare Fonte foto: Dallo studio “Discovery of the Deep-Sea NEOM Brine Pools in the Gulf of Aqaba, Red Sea,” by Sam J. Purkis et al., in Communications Earth & Environment"
SCIENZA

Una rara e bizzarra stranezza della natura si è formata in fondo al mare

C'è una pozza di salamoia in fondo al Mar Rosso che ha molto da "raccontare" con i suoi sedimenti fangosi, uno spettacolo della natura

Acqua e sale, niente di più. Fin dall’antichità la salamoia ha rappresentato la soluzione ideale per conservare gli alimenti, ma neanche le menti più fantasiose avrebbero immaginato che questo composto potesse formare una vera e propria pozza. Si tratta di qualcosa di molto raro e altrettanto bizzarro in natura, però in alcune parti del mondo può essere piuttosto comune.

Si sta parlando del Mar Rosso, più precisamente nel Golfo di Aqaba, tra l’Egitto e l’Arabia Saudita. Non è altro che un vero e proprio lago sul fondo dell’oceano in cui riescono a sopravvivere solamente pochissimi organismi. Non molto tempo fa è stata scoperta una pozza che ha una particolarità davvero incredibile.

Che cos’è esattamente la salamoia nel mare

In questo caso, la salamoia in fondo al mare è la testimonianza preziosa di ben mille anni di inondazioni improvvise, tsunami e persino terremoti. In effetti, le pozze in questione tendono a formarsi nel momento in cui gli antichi oceani sono evaporati, lasciando soltanto un immenso deposito di sale nel sottosuolo. Il lago salato sottomarino è il più vicino in assoluto alla riva di tutti quelli che sono stati notati nel Mar Rosso, visto che si trova a poco meno di due chilometri dalla terraferma. In questa pozza sono rimasti intrappolati i sedimenti di secoli e secoli fa, di conseguenza gli esperti non stanno nella pelle nel volerne sapere di più.

Come sottolineato dai biologi, ogni strato sedimentario che si deposita sul fondo della salamoia si conserva in maniera perfetta, senza alcun disturbo arrecato agli organismi che riescono a resistere. La scoperta della pozza è avvenuta nel corso del 2020 grazie a un apposito veicolo telecomandato durante una missione di ricerca. L’acqua salmastra di cui si sta parlando incute un certo timore. Nonostante questo, l’inospitalità non ha impedito a gamberetti e anguille di nascondersi a margine di quella che è una vera e propria "piscina" per tendere agguati a non finire alle prede di cui si cibano.

I sedimenti della salamoia

Gli organismi in questione sono letteralmente storditi dalla salamoia e, una volta usciti dalla pozza, hanno vita breve. I ricercatori sono andati a scandagliare ben 1.200 anni di sedimenti nel lago salato di cui si sta parlando, nello specifico depositi fangosi e limosi. Uno degli strati, il quale è stato fatto risalire a mezzo millennio fa, dovrebbe essere la testimonianza di una frana sottomarina di cui sono stati ritrovati diversi resti. Non mancano nemmeno i sedimenti più grossolani, cioè quelli trascinati dagli tsunami che si sono succeduti negli anni. Ce n’è poi uno che si riferisce a un evento relativamente recente.

Questo strato fa tornare indietro di quasi trent’anni, nello specifico al 1995. Ci fu un terremoto di magnitudo 7.2 che provocò ondate altissime in una città portuale dell’Egitto e tutto questo si può notare proprio nella pozza di salamoia. Secondo quanto riferito dagli esperti, i sedimenti di questo tipo suggeriscono come gli tsunami provocati da sismi o smottamenti si verifichino normalmente ogni secolo. Ovviamente esistono le eccezioni, ma è comunque un dato prezioso e utilissimo per cercare di prevenire e affrontare altri fenomeni simili negli anni che verranno.

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