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SCIENZA

Fossili tanto strani non erano mai stati trovati prima

Scoperta sorprendente nel sud della Cina, dove i paleontologi hanno trovato tantissimi fossili dei primi vertebrati che hanno sviluppato la mascella.

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Nel sud della Cina sono stati trovati dei fossili stranissimi che sono una vera e propria finestra sulla storia di tutti i vertebrati, inclusi noi esseri umani. La loro particolarità salta subito agli occhi: si tratta di piccoli pesci dotati di ossa e denti mai visti prima e risalenti tra i 439 milioni e i 436 milioni di anni fa. Con diversità e caratteristiche che finora erano state soltanto ipotizzate dagli studiosi, ma di cui finalmente abbiamo le prove tangibili e osservabili.

Una scoperta sensazionale sui primi vertebrati

Lo studio pubblicato su Nature è davvero sensazionale e da subito ha attirato l’attenzione di tutti, addetti ai lavori e non solo. Perché ci hanno sempre spiegato e insegnato che l’evoluzione ha portato alcuni pesci a sviluppare caratteristiche che da invertebrati li hanno “trasformati” in vertebrati, ma non si erano potuti osservare né studiare finora dei resti tanto grandi e completi che lo dimostrassero effettivamente. Almeno non come quelli rinvenuti nel sito del sud della Cina cui origine risale a più di 400 milioni di anni fa.

L’analisi genetica di questi fossili ha consentito ai paleobiologi di datare il sito (chiamato Chongqing Lagerstätte) con grande accuratezza, facendolo risalire dunque al cosiddetto primo periodo Siluriano, proprio quello in cui si è verificata una rapida diversificazione dei vertebrati. “Queste scoperte confermano ciò per cui abbiamo discusso” per anni sulla base di piccolissimi frammenti di fossili, ha dichiarato il paleobiologo dell’Università di Chicago Michael Coates.

Sapevamo che i pesci dentati popolavano le acque in quel periodo, ma sembrava non avessero lasciato tracce (quindi reperti fossili) sufficienti a spiegarne sia l’origine che la diversificazione. Vien facile, dunque, comprendere perché quest’ultimo studio sia così importante: si aggiungono elementi che sono come l’anello mancante di questa pregnante parte di storia delle creature viventi. Le stesse che, poi, hanno dato origine alle specie che conosciamo, inclusi noi.

Perché gli antichi pesci hanno sviluppato le mascelle

Il paleontologo You-an Zhu dell’Accademia cinese delle scienze di Pechino e i colleghi che hanno collaborato allo studio sono a dir poco entusiasti della scoperta. Questo ricco gruppo di fossili presenta esemplari di specie diverse, tutti pesci dentati e ossuti, in particolare i placodermi corazzati e un condrittiano. Sono in sostanza le creature che circa 480 milioni di anni fa hanno sviluppato per prime la spina dorsale, per poi sviluppare anche le mascelle. Il motivo? Una semplice questione di sopravvivenza: potevano mangiarsi meglio a vicenda.

Così troviamo il Xiushanosteus mirabilis, un minuscolo pesce delle dimensioni di una graffetta e antenato dei pesci corazzati, con un ampio scudo che ricopre la testa ossuta e il corpo ricoperto da minuscole squame dure. O ancora il Shenacanthus vermiformis, anch’esso minuscolo (appena 22 mm) e con ossa e cartilagini, oltre naturalmente alla mascella.

L’analisi genetica dimostrerebbe anche un’altra cosa importante. Con molta probabilità l’ultimo antenato comune dei moderni vertebrati mascellari potrebbe essere ancor più antico di quanto crediamo, databile al Grande Evento di biodiversificazione dell’Ordoviciano, vale a dire circa 471 milioni di anni fa. Il resto è storia: col passare del tempo i pesci con la mascella sono diventati un vero e proprio fenomeno globale, tanto che il periodo Devoniano (tra 419 milioni e 359 milioni di anni fa), quello della loro dominazione, si è guadagnato il soprannome di “Età dei Pesci”.

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