SCIENZA

Onde del mare sempre più anomale e imprevedibili: cosa sta succedendo?

L'intelligenza artificiale svela i segreti delle onde anomale, non più mito ma realtà: ecco il database in sviluppo

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L’applicazione dell’intelligenza artificiale non ha confini. È possibile sfruttare sistemi di vario genere per implementare numerosi settori. Basti pensare ai passi in avanti compiuti nella predizione delle onde anomale. Oggi risultano molto più prevedibili, per quanto possibile. Ciò grazie all’analisi automatizzata di 700 anni, frutto di più di un miliardo di onde.

Le onde anomale sono reali

Hollywood ha sfruttato molto, nel corso degli anni, la paura delle gigantesche onde anomale. Un fenomeno che purtroppo è reale in tutta la sua prorompenza, in grado di spaccare in due una nave o danneggiare seriamente una struttura petroliera.

Considerando questa minaccia, di certo non comune ma potenzialmente letale, l’accumulo di dati è cruciale per rendere la navigazione più sicura. Per secoli i marinai hanno tramandato storie, per molti considerate leggende, di onde gigantesche.

Dal mito si è passati alla realtà, quando nel 1995 un’onda alta 26 metri ha travolto la piattaforma petrolifera norvegese Draupner. Al tempo, ormai quasi 30 anni fa, gli strumenti consentirono di documentare il tutto, trasformando in dati statistici ciò che un tempo sarebbe stato un mostro del Mare del Nord.

Da allora ne abbiamo fatta di strada e così Niels Bohr, ricercatore dell’Università di Copenaghen, ha sfruttato l’intelligenza artificiale per scovare un modello matematico, in grado di prevedere tempistiche e durata delle onde anomale. In questo modo, col tempo, si sarà sempre più in grado di calcolare le probabilità d’essere travolti da un gigante dei mari.

Dalle leggende ai dati scientifici

Statisticamente parlando, essere colpiti da un’onda anomala è davvero una sfortuna. Occorre infatti ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, all’incrocio di una combinazione di differenti fattori devastanti. Qualcosa che, prima d’ora, non era mai stato inserito in uno specifico sistema di calcolo del rischio.

Ecco le parole di Dion Hafner, primo autore di uno studio in fase di realizzazione presso la Proceedings of the National Academy of Sciences: “Abbiamo mappato le variabili causali che creano le onde anomale, usando l’intelligenza artificiale per riunirle in un modello capace di calcolare la probabilità di formazione di un’onda anomala”.

Proviamo a spiegare in che modo tutto ciò si sta svolgendo. I dati delle onde vengono raccolti attraverso boe situate in 158 differenti località, intorno alle coste degli Stati Uniti e ai territori oltreoceano. Raccolgono informazioni cruciali 24 ore al giorno. Tutto ciò ha consentito di accumulare dati in merito a un miliardo di onde e più, per un valore di 700 anni di storia sull’altezza delle stelle e lo stato del mare a differenti latitudini.

“La nostra analisi dimostra che le onde anomale si verificano di continuo. Abbiamo registrato 100mila onde che possono essere definite anomale. Ciò equivale a un’onda mostruosa, circa, ogni giorno, in un punto casuale dell’oceano, pur non essendo di dimensioni estreme”.

Le cause delle onde anomale

Ma quali sono le cause? Fino a oggi si riteneva che a scatenare il tutto fosse una combinazione improvvisa di due onde, con una in grado di rubare l’energia dall’altra. I ricercatori hanno però stabilito che il fattore dominante è la cosiddetta “sovrapposizione lineare”. Un fenomeno in realtà noto fin dal Settecento, che si concretizza quando due sistemi di onde si incrociano e rafforzano a vicenda per un breve periodo. Cos’è cambiato rispetto a trecento anni fa? Oggi abbiamo i dati per supportare tale tesi.

La creazione di questo algoritmo consentirà di prevedere la combinazione perfetta di fattori. Una notizia splendida per le compagnie di navigazione. Col tempo tutti potranno avere accesso a un vero e proprio database, in grado di salvare vite umane.

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