SCIENZA

Videochiamate: anche tu gridi e gesticoli? C'è un motivo

I ricercatori hanno scoperto che gesticolare e alzare la voce gioca un ruolo importante che nelle videochiamate, e non solo nella comunicazione offline

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Ormai le videochiamate sono diventate parte della nostra quotidianità, sia che si parli di lavoro sia che si voglia fare una chiacchierata con un amico che magari abita molto lontano da noi. Esistevano anche prima della pandemia, ma sono stati questi due anni – e soprattutto i mesi di lockdown – a dare davvero una spinta a questa tecnologia.

Ma anche a questo tipo di dialogo si applicano le “regole” dell’interazione umana, e gli scienziati hanno individuato un legame tra cattiva qualità tecnica della videochiamata e aumento del tono di voce e del movimento delle mani

Videochiamate rumorose

Come dicevamo, le videochiamate ormai sono uno dei metodi di comunicazione preferiti, e ci sono moltissime applicazioni per cellulare o per computer che si possono usare. Sarà capitato a tutti di alzare la voce con i nostri colleghi o i nostri amici quando interagiamo con loro in video. I ricercatori hanno scoperto perché questo succede: quando la qualità del video si deteriora, parliamo più forte e modifichiamo la nostra gestualità nel tentativo di compensare.

“I gesti che facciamo mentre parliamo, così come altri segnali visivi come le espressioni facciali, sono aspetti davvero importanti e integrati del nostro modo di comunicare”, ha spiegato il dottor James Trujillo, ricercatore alla Radboud University Nijmegen, nei Paesi Bassi e autore dello studio. Nelle conversazioni offline quando non riusciamo a sentire bene qualcuno per via del rumore di sottofondo parliamo a voce più alta, e lo stesso succede online: quando una videochiamata è molto rumorosa, le persone rendono i loro gesti più evidenti. Come se le persone mettessero più impegno nelle altre parti della comunicazione quando quella verbale o uditiva sono compromesse. Lo facciamo anche quando qualcuno sta disturbando la videochiamata, con intenti malevoli o meno – tra l’altro, oggi Zoom permette di bannare chi disturba una videocall.

La ricerca degli scienziati

Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science, è partito dall’analisi delle videochiamate tra 20 coppie di partecipanti. Per ogni coppia, i partecipanti si sono seduti in stanze separate e hanno conversato tra loro in modo casuale e non studiato per 40 minuti. Nel corso della chiamata, la qualità del video è stata modificata in 10 step tra eccellente e completamente sfocata, con metà delle coppie che hanno sperimentato un miglioramento della qualità video nel corso della chiamata e metà un peggioramento. La qualità del video durante la chiamata in ogni fase è stata la stessa per entrambe le parti della coppia.

I ricercatori hanno monitorato i gesti e la voce dei partecipanti durante le chiamate. È emerso che, con il peggioramento della qualità video, i partecipanti hanno inizialmente ridotto i movimenti delle braccia e del corpo durante la conversazione, ma più la qualità si riduceva, più invece aumentava la gestualità. Insieme ai movimenti delle braccia e del corpo, aumentava e si riduceva anche il volume della voce – addirittura rimaneva alto anche quando i gesti si fermavano perché la qualità video era talmente bassa da renderli inutili.

Queste sono ulteriori prova che la comunicazione, online e offline, non si limita alla parola ma che si tratta di un sistema integrato di segnali visivi e uditivi che lavorano insieme per trasmettere il significato. “Per compensare la scarsa qualità del video, le persone ‘esagerano’ la forma dei loro gesti per aiutare l’interlocutore a riconoscere il significato del gesto, anche quando non può vederlo bene come al solito”, ha spiegato Trujillo.

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