SCIENZA

È raro, rischia l'estinzione. Ma questo uccello è tornato a volare in Italia

Ne esistono pochissime coppie in Italia e negli scorsi mesi ne era stato trovato morto un esemplare: l'avvistamento dell'avvoltoio capovaccaio fa rinascere le speranze sulla specie

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Nel corso della nostra vita siamo stati abituati a guardare gli avvoltoi con un po’ di paura e scetticismo: per via della loro peculiare alimentazione possiamo dire che nessuno si augurerebbe di vederne volteggiare uno sulla propria testa. Eppure esistono dei casi in cui l’avvistamento di un avvoltoio diventa un’ottima notizia. Un esempio? Nelle scorse settimane un gruppo di ricercatori ha festeggiato il volo di un capovaccaio, che si è librato alto nel cielo italiano.

Come mai tutto questo entusiasmo? Semplice: il capovaccaio è un avvoltoio classificato in pericolo a livello globale dalla lista rossa Iucn ed è etichettato come specie in pericolo critico in Italia. Pertanto, quando il team di studiosi è riuscito a vederne volare un’esemplare giovane e in salute, la gioia è diventata incontenibile.

L’avvistamento in Sardegna

Ad avvistare il raro uccello sono stati i ricercatori di Life Safe for Vultures, progetto che punta a garantire la sopravvivenza a lungo termine degli avvoltoi in Sardegna. L’esemplare è stato prima rilevato, poi identificato e infine immortalato mentre sorvolava una zona specifica del Parco naturale Regionale di Porto Conte, Capo Caccia. Quest’area, interdetta a visitatori e turisti e accessibile soltanto a esperti e operatori specializzati, è da tempo uno dei pochi spazi in cui questi rapaci trovano ancora riparo.

Secondo i ricercatori, il giovane avvoltoio sarebbe il figlio dell’unica coppia di capovaccai presente in Sardegna. I due uccelli sono stati avvistati nell’area già del 2019, ma non era certo che vi si fossero stanziati. Adesso, con la comparsa del “piccolo”, si può pensare che abbiano messo radici sull’Isola. Ciò è un’ottima notizia per Life Safe for Vultures, che da diverso tempo cerca di tutelare questi uccelli affinché espandano il loro areale di distribuzione e riconquistino quelli che, in passato, erano i loro siti storici.

L’importanza del capovaccaio

Ma come mai il capovaccaio è così importante? È presto detto: questo avvoltoio, come i suoi conspecifici, si nutre di carcasse di animali di piccole, medie e grandi dimensioni. Funge da “spazzino” del mondo naturale e offre un contributo incredibilmente rilevante a livello ecosistemico. Infatti, nutrendosi degli animali morti, il capovaccaio (così come le altre specie di avvoltoio) rimuove batteri potenzialmente pericolosi o dannosi, evitando la diffusione di malattie.

Negli ultimi decenni la sua specie è diventata a rischio estinzione per via dell’avvelenamento dovuto ad acque contaminate o a resti di carcasse provenienti da allevamenti intensivi. In più, ha giocato a sfavore il crescente impianto di strutture energetiche, con cui il capovaccaio interagisce e che spesso hanno portato alla folgorazione.

Le speranze per il futuro

Raggiunti da Ansa, i ricercatori di Life Safe for Vultures hanno dichiarato che «in passato non si era mai registrata la presenza stanziale del capovaccaio nell’Isola» e che «men che meno si era assistito alla nidificazione della specie». Come abbiamo già detto, ciò significa auspicabilmente che le buone pratiche messe in atto in Sardegna da diversi anni stiano dando buoni frutti. Ad aiutare Life Safe for Vultures c’è anche l’associazione Life Under Grifon Wings, che si occupa della sopravvivenza di un’altra specie di uccello a rischio, il grifone.

I due enti, che operano insieme al dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e all’Agenzia Forestas, al Corpo Forestale, a E-Distribuzione e alla Vulture Conservation Foundation, stanno ora lavorando a una serie di progetti che dovrebbero permettere di mitigare tutte le minacce alla sopravvivenza del capovaccaio e dei grifoni e di monitorare i movimenti della famiglia di capovaccai, sperando possa crescere ancora.

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