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Come capire se l'iPhone è stato hackerato

Se non si è attenti mentre si utilizza lo smartphone, può capitare che un hacker ne entri in possesso. Ecco come capire se l'iPhone è compromesso

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Fonte: DenPhotos / Shutterstock.com

Anche se Apple definisce il suo sistema operativo mobile iOS come “intrinsecamente sicuro“, la verità è che anche gli iPhone possono essere vittima di attacchi hacker che, specialmente tramite un’infezione con un malware, possono portare a ritrovarsi con un iPhone hackerato in mano.

I metodi per hackerare un iPhone, tutto sommato, sono gli stessi che vengono usati per attaccare uno smartphone Android: e-mail di phishing con link o allegati che infettano il dispositivo, attacchi “man in the middle“, spesso tramite una backdoor, o semplicemente la cara vecchia app infetta. Una volta “entrato” nell’iPhone di un utente, l’hacker può farne quasi ciò che vuole e, se è bravo, è molto difficile che il proprietario del telefono se ne accorga a breve: i sintomi ci sono, ma se non li vai a cercare si notano solo dopo diverso tempo. Ecco quali sono i più evidenti tra questi sintomi, che ci possono aiutare a capire se l’iPhone è stato hackerato.

Consumo anomalo di batteria

In un iPhone compromesso l’hardware deve gestire due tipi di richieste: quelle dell’utente, che si vedono, e quelle inviate da remoto dall’hacker (o causate dal malware usato per infettare lo smartphone), che non si vedono. Entrambe, però, impattano sulla batteria. Quindi se di solito non facciamo un uso molto intenso dell’iPhone ma, da un giorno all’altro, la batteria dura molto di meno potrebbe esserci qualcosa che non va. Andando nelle impostazioni della batteria dell’iPhone, quindi, possiamo controllare quali app o servizi stanno consumando più energia: se la gran parte dell’energia è usata da servizi in background, allora non è un buon segno.

Consumo anomalo del piano telefonico

Spesso gli smartphone infetti vengono usati per diffondere ad altri device i virus. Di solito tramite l’invio di SMS. Controllare la lista dei messaggi in uscita, quindi, è una cosa che andrebbe fatta spesso. Se riceviamo addebiti per messaggi non inviati (o, peggio ancora, se abbiamo centinaia di SMS gratis a disposizione ma li abbiamo finiti), vuol dire che il nostro iPhone sta inviando messaggi infetti a nostra insaputa. Altri virus, invece, fanno telefonate di nascosto a numeri a pagamento oppure attivano a nostra insaputa servizi in abbonamento.

Crollo anomalo delle prestazioni

Per fare tutto questo un hacker o un virus consuma, oltre all’energia, anche potenza della CPU e memoria RAM. E quindi l’attività di controllo del nostro smartphone Apple ha un impatto negativo sulle prestazioni del dispositivo. A volte questo impatto è talmente alto da poter essere notato “ad occhio nudo“, altre volte l’hacker è più furbo ed evita di farsi scoprire a causa di un’attività troppo elevata. Sempre meglio, comunque, andare ogni tanto nelle impostazioni e controllare il tempo di utilizzo: non solo per vedere se c’è un consumo di risorse hardware eccessivo, ma anche per sapere quale app o servizio lo sta causando.

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