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Il caricabatteria da spia che nasconde una fotocamera

Supoggy è un caricabatteria che nasconde una fotocamera in grado di registrare di nascosto. Ecco quanto costa e come funziona

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Fonte: Web

Quanto sareste disposti a spendere per sapere cosa succede in casa vostra, o in ufficio, mentre non ci siete? Molto probabilmente la cifra a cui avete pensato è molto più alta di quella che potrebbe bastarvi: 23,59 euro.

Tanto costa la mini telecamera Supoggycamuffata” da caricabatterie USB che potete trovare su Amazon (con tanto di spedizione gratuita per i clienti Prime) o su altri store online. Un oggetto molto “basic“, ma assolutamente perfetto per il compito che deve svolgere: spiare senza essere riconosciuto. Apparentemente questa videocamera di sorveglianza (o di spionaggio?) è un normalissimo caricatore USB e, infatti, il caricatore lo include pure: con 23 euro prendete due piccioni con una fava. Accorgersi che questo caricabatteria collegato al muro è in realtà un occhio che ci sta spiando è davvero difficile.

Telecamera nascosta nel caricabatterie: come funziona

Il dispositivo è estremamente semplice e poco sofisticato. Non ha, ad esempio, alcuna connessione Wi-Fi e registra su una scheda micro SD (non inclusa) da 4 a 32 GB. Ha due modalità di funzionamento: continua e con sensore di movimento. La risoluzione dei video non è altissima, ma neanche bassa: Full HD 1080p. Naturalmente include anche un piccolo microfono nascosto per registrare l’audio ambientale. Sul frontale ha una presa USB alla quale possiamo collegare un cavetto per ricaricare il cellulare e, allo stesso tempo, camuffare al 100% la videocamera. Naturalmente non ha bisogno di batterie, perché va collegata alla presa elettrica (altrimenti che caricatore USB sarebbe?). L’unico modo per capire che dentro questo piccolo oggetto da 9,4×9,4×3,6 cm e appena 68 grammi di peso è in realtà una telecamera è avvicinarsi moltissimo: vedremo un piccolo foro, che nasconde la lente dell’obiettivo.

Telecamere nascoste: sono legali?

Il problema con la minicamera Supoggy, e con tutti gli altri sistemi di videosorveglianza nascosti, è sempre lo stesso: usarli viola la privacy di chi viene spiato (e quindi costituisce reato), oppure no? Non c’è una risposta univoca: tutto dipende da dove è installata la videocamera (a casa, sul luogo di lavoro…) e da chi viene ripreso. Recentemente, ad esempio, una sentenza della Grande Camera della Corte di Strasburgo ha affermato che, in certi casi, è legittimo usare telecamere nascoste sui luoghi di lavoro. Ma il garante della privacy italiano, Antonello Soro, ha specificato che “controlli devono essere proporzionati e non eccedenti“.

Una recente sentenza della Cassazione afferma che è lecito riprendere un rapporto sessuale con un’altra persona, ma solo a patto che le riprese avvengano all’interno della propria abitazione (e non a casa dell’altra persona) e che poi non vengano diffuse. Il proprietario di casa, e dell’impianto di videosorveglianza, deve inoltre essere presente nelle riprese. In altre parole: potete usare una videocamera nascosta per incastrare un dipendente infedele o per farvi un archivio delle vostre notti bollenti, ma non per pizzicare il vostro partner con l’amante mentre siete fuori casa.

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