SCIENZA

"È sempre più vicina": gli scienziati sono a un passo dal trovare nuove intelligenze aliene

Segnali a banda larga e non solo: si stanno intensificando tutti gli sforzi da parte degli scienziati per riuscire a rintracciare un'intelligenza aliena (o più d'una). Ecco quali sono le novità

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La domanda è sorta più o meno quando l’essere umano ha iniziato ad avere una più piena consapevolezza di sé: siamo soli in questo universo? O esiste un qualche tipo d’intelligenza aliena che, forse, non aspetta altro che venire alla luce o d’essere scoperta?

Nel corso degli anni, moltissimi scienziati hanno continuato a porsi lo stesso quesito e a dire la verità sono sempre più coloro che credono che qualcosa c’è davvero lì fuori, nelle profondità dello spazio. E adesso c’è anche chi sta affinando le ricerche per averne certezza.

Le ultime ricerche sulle intelligenze aliene

Come abbiamo già detto, la ricerca di intelligenze aliene (e dunque di vita aliena nello spazio) non è certo una novità. Sono anni che sia gli appassionati che gli scienziati sono “a caccia” e da qualche tempo il discorso è diventato di portata addirittura più ampia, acquisendo una credibilità ancora più elevata dopo la notizia dei veicoli alieni intatti arrivati sulla Terra.

Tutti gli studi sono diventati (ancor di più) di pubblico dominio, e diverse agenzie spaziali hanno dichiarato di aver spostato la propria attenzione verso tipi di segnali che precedentemente erano stati ignorati. Per la precisione, si parla di segnali a banda larga, precedentemente presi sotto gamba perché la comunità scientifica si è concentrata su quelli a banda stretta e limitati a una specifica gamma di frequenze limitate.

Secondo gran parte degli scienziati specializzati nelle indagini finalizzate a scovare intelligenze aliene, infatti, i segnali a banda larga possono effettivamente consentire alle civiltà avanzate di comunicare anche attraverso le enormi, grandissime distanze dello spazio interstellare. E la loro interpretazione ci può portare a un passo dalla svolta.

I programmi del SETI Institute

Le più importanti novità in merito, però, vengono dal SETI Institute di Mountain View, in California. Questa organizzazione no-profit sita nel cuore della Silicon Valley sta coinvolgendo più di un centinaio di scienziati che si muovono nel campo dell’astronomia, dell’astrofisica, dell’astrobiologia, della biogeoscenza e della conoscenza degli esopianeti proprio per studiare alcuni segnali a banda larga particolari, che presentano degli schemi ripetitivi.

Questi segnali, che sembrano cadenzati per via di impulsi che si ripetono ogni 11-100 secondi, sarebbero la dimostrazione del tentativo, da parte di civiltà evolute, di comunicare con noi. Di conseguenza, gli scienziati del SETI stanno lavorando alla realizzazione a una serie di strumenti che avranno il compito di dimostrare quello che in molti sanno già: l’intelligenza aliena è proprio lì a “un passo” da noi. Dobbiamo solo riuscire a interpretare i suoi messaggi.

I nuovi strumenti per le indagini cosmiche

Gli scienziati del SETI stanno davvero facendo di tutto per creare tecnologie all’avanguardia in grado di interpretare ciò che si suppone che le civiltà aliene vogliano dirci. In particolare stanno lavorando al progetto Commensal Open-Source Multimode Interferometer Cluster Search for Extraterrestrial Intelligence, noto come COSMIC SETI.

Il progetto prevede l’impiego delle 27 antenne che costituiscono il Very Large Array (VLA) nel Nuovo Messico, in grado di eseguire osservazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per rilevare la possibile presenza di “tecnofirme”, ovvero di firme e segnali rilevabili che segnalano la presenza di lontane civiltà avanzate.

«La scoperta vera e propria di un’intelligenza aliena è sempre più vicina – ha detto Bill Diamond, presidente e amministratore delegato del SETI Institute a Space.Com – e con tutte queste tecnologie, con gli strumenti e con le possibilità di osservare anche le informazioni che abbiamo in modo diverso non escludo che un “incontro ravvicinato” sia dietro l’angolo».

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