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La casa di carta è tratta da una storia vera? Facciamo chiarezza

Cosa c’è dietro uno dei più grandi investimenti di Netflix: ecco come è stata creata la storia della casa di carta.

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Fonte: Netflix

Il successo della casa di carta è internazionale e Netflix ha saputo investire con lungimiranza nella storia della rapina, prima alla Zecca di Stato e poi alla Banca di Spagna, ma la serie spagnola più amata della piattaforma streaming da cosa è ispirata? Cosa c’è dietro questa storia così appassionante, che ha tenuto incollati allo schermo milioni e milioni di spettatori in tutto il mondo?

Mancano sempre meno giorni al gran finale della casa di carta il 3 settembre e sappiamo che ci mancheranno il Professore, Tokyo, Lisbona e compagni. Dopo cosi tanti episodi, quanto conosciamo delle origini della storia della casa del papel? La storia della casa si basa o no su fatti realmente accaduti? C’è sempre stata una smentita su questo, ma i punti in comune con la rapina del secolo avvenuta in Argentina nel 2006 sono davvero tanti. Alex Pina e gli autori hanno più volte sconfessato questa fonte d’ispirazione, ma è difficile non credere che in qualche modo il furto al Banco di Rio non sia stato come un progenitore della casa di carta. Ricostruiamo i fatti noti per capire di più su come è nata La casa di carta.

Il progenitore della casa di carta

I 12 gennaio del 2006 a San Isidoro, vicino Rio, in uno dei quartieri più ricchi, Acassuso, cinque criminali intrattengono 23 ostaggi per almeno cinque ore. Mettono sotto scacco il banco di Rio con una particolarità: durante la rapina i ladri non avevano armi, se non qualche pistola giocattolo, e nessuna intenzione di ferire o uccidere qualcuno, ma solo dar vita alla rapina del secolo: prelevare 15 milioni di dollari.

Resistono a più di 300 agenti della polizia che sono pronti a intervenire in qualsiasi momento. Dopo poche ore, i ladri scapperanno con il malloppo grazie a un tunnel scavato in precedenza: la via di fuga per tutti. Loro e i milioni di dollari, di cui poi solo uno venne ritrovato. Nessuno si fece male, gli ostaggi illesi e i rapinatori arrestati poco tempo dopo grazie alla moglie di uno dei partecipanti che per vendetta (era stata tradita) spifferò i dettagli alla polizia che poté trovarli con rapidità.

Il gruppo di Dali non viene arrestato e i rapinatori argentini non avevano i nomi della città ideati dal Professore, ma le similarità tra il colpo del secolo in Argentina e la casa di carta sono davvero tante.

Il Maestro o il Professore

Il segreto della rapina del secolo argentina fu il sesto rapinatore, fuori dalla banca, colui che progettò per filo e per segno tutto stando nei retroscena: Fernando Araujo chiamato il Maestro. Un uomo che, come il Professore, per ben due anni aveva pensato a tutto nei minimi dettagli dichiarando di voler rubare ai ricchi per contrastare il sistema: idea simile anche questa.

Emblematico anche il messaggio che i rapinatori e Fernando lasciarono in banca dopo aver preso il bottino e successivamente ritrovato dalle forze dell’ordine recitava cosi “Nel quartiere di Ricachones, senza armi o rancori, è solo argento e non amore” Insomma una frase che avrebbe potuto benissimo essere una battuta proprio del Professore.

Tanti elementi fanno riflettere e pensare che Alex Pina e gli autori della casa di carta in qualche modo non avevano mai dimenticato i fatti, reali, dell’Argentina del 2006.

E’ proprio questa l’origine de La casa di carta? A voi la scelta.

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