SCIENZA

Una minuscola galassia si è rivelata all'improvviso e racconta qualcosa di nuovo

Era nascosta dal bagliore di una stella: la minuscola galassia nana è apparsa all'improvviso, in maniera sorprendente. E ci racconta storie legate ai primissimi momenti dell'Universo e ai momenti successivi al Big Bang

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Fonte: Nasa/Hubblesite

Lo abbiamo detto moltissime volte, ma vale davvero la pena ripeterlo: il nostro Universo nasconde (letteralmente!) moltissimi misteri. Tutto ciò che conosciamo sembra essere solo una piccola parte rispetto a quello che, invece, ci cela. Un esempio davvero lampante? La "nuova" minuscola galassia che si è da poco rivelata agli occhi degli scienziati, pur non essendosi mai mossa, ovviamente, dalla sua porzione di cielo.

La sorpresa degli scienziati nel rintracciarla è stata tale che la galassia nana è stata soprannominata Peekaboo [il corrispettivo inglese del nostro bubù-settete, ndr]: a immortalarla è stato invece il telescopio spaziale Hubble della NASA, che l’ha mostrata al mondo in maniera straordinariamente dettagliata.

La scoperta della minuscola galassia Peekaboo

Com’è avvenuta la scoperta? Come tutte le rivelazioni più travolgenti, per caso: scienziati e ricercatori erano al lavoro, come di consueto, sulle immagini del telescopio Hubble, che come ormai ben sappiamo è uno degli strumenti più grandi e versatili per l’osservazione dell’Universo. All’improvviso, ecco qualcosa di strano: lì, nel punto dove c’era sempre stata una brillantissima stella nella Costellazione dell’Idra, qualcosa sembrava "muoversi". Anzi, pulsare.

È dunque apparso subito evidente che la stella stesse, in realtà, "occultando" qualcosa di molto molto importante. Ecco allora che ulteriori immagini di Hubble sono state analizzate, riviste e sequenziate per svelare il mistero. Sì, qualcosa c’era davvero: una piccola galassia nana, il cui nome scientifico è HIPASS J1131–31.

Le analisi sulla minuscola galassia apparsa all’improvviso

Inutile dire che la sorpresa è stata tanta, ma la curiosità di conoscere tutto su questa galassia è stata, ovviamente, di più. Così, gli scienziati hanno puntato anche il South African Large Telescope (SALT) verso la galassia appena scoperta, hanno raccolto dati spettroscopici dettagliati su di lei.

Ciò che è apparso chiaro è si tratta di una delle galassie meno chimicamente ricche presenti nel nostro Universo, che misura solo 1.200 anni luce di diametro. Ma c’è di più: le sue stelle e i suoi ammassi sembrano appartenere all’universo primordiale, nonostante la sua formazione, in base ai dati ottenuti, sia più recente: dovrebbe essere "emersa" fra 50 e 100 anni fa.

Il mistero della minuscola galassia che parla del passato

Proprio il fatto che sembri appartenere all’universo primordiale (e che abbia, dunque, un aspetto apparentemente antico) sta ossessionando gli scienziati. Infatti, i ricercatori stanno presumendo che questa somiglianza con le galassie formatesi subito dopo il Big Bang derivi proprio dalla sua varietà chimica molto povera: Peekaboo ha infatti una bassa quantità di elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio e proprio l’idrogeno e l’elio sono gli elementi più antichi dell’universo.

Dunque, HIPASS J1131–31 rappresenta l’esempio più vicino a noi (in termini di tempo) di una galassia formata da processi che esistevano prevalentemente in tutto l’universo poco dopo il grande scoppio che ha generato ogni cosa. «Scoprire la Galassia Peekaboo – ha detto Gagandeep Anand, autore dello studio sulla galassia e capo-astronomo dello Space Telescope Science Institute – è come scoprire una finestra diretta sul passato, che ci permette di studiare il suo ambiente estremo e le sue stelle a un livello di dettaglio inaccessibile nel lontano universo primordiale».

Osservare la minuscola galassia, dunque, è un’opportunità unica per conoscere dettagli inediti sulla formazione dell’Universo: una vera svolta, che permette di accedere a una conoscenza più profonda della formazione di tutti i corpi celesti di cui siamo circondati.

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