SCIENZA

La "mummia bambina" perfettamente conservata: eccezionale scoperta

La mummia di un bambino piccolo in perfette condizioni, un ritrovamento raro e prezioso all'interno della cripta di un'antica e nobile famiglia austriaca.

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In una cripta austriaca hanno trovato la mummia di un bambino in perfette condizioni, avvolto in un lungo mantello di seta e risalente al XVI o XVII secolo. Una scoperta unica nel suo genere, che ha consentito ai ricercatori di effettuare una particolare “autopsia virtuale”, ottenendo informazioni in merito al soggetto in questione. Il bambino a quanto pare era in forte sovrappeso quando morì, ma ci sarebbe molto di più dietro la sua prematura scomparsa.

Scoperta la mummia di un bambino in Austria

Se da una parte il “recente esame antropologico e paleopatologico dei resti umani delle popolazioni passate fornisca sempre maggiori informazioni sulle condizioni di vita, le malattie e forse la causa della morte nelle popolazioni storiche, le informazioni sui bambini e sul loro destino sono relativamente scarse”, riporta lo studio pubblicato su Frontiers of Medicine lo scorso 26 ottobre 2022. Ed è per questo motivo che il ritrovamento della “mummia bambina” in Austria è un caso più unico che raro.

Il corpo mummificato del neonato proviene dalla cripta di famiglia dei Conti di Starhemberg, una delle più antiche dell’aristocrazia del tempo. I nobili vivevano presso il castello di Wildberg, nel piccolo villaggio di Hellmonsödt, e la cripta conserva ancora oggi numerosi resti appartenenti alla discendenza degli Starhemberg. Ciò che ha incuriosito gli studiosi è che tra le tantissime bare di metallo decorate e sfarzose, con tanti di incisioni e iscrizioni, ce n’era una piccolissima e di legno, priva di qualsiasi informazione o indicazione. L’unica mummia infantile di tutta la cripta.

Grazie alle indagini istologiche e radiologiche, unite all’analisi degli isotopi al radiocarbonio, i ricercatori hanno appurato che il neonato era di sesso maschile con un’età compresa molto probabilmente tra i 10 e i 18 mesi. I risultati lasciano supporre, inoltre, che il piccolo sia morto tra il 1550 e il 1635 d.C., data che ricondurrebbe a Reichard Wilhelm, primogenito del Conte di Starhemberg. Nome che ad oggi, però, non sono in grado di confermare con certezza assoluta.

Le cause della morte del bambino mummificato

Come spiega il dottor Andreas Nerlich della Clinica Accademica di Monaco-Bogenhausen in Germania, l’autopsia “virtuale” eseguita sul corpo del bambino mummificato conduce a un quadro clinico piuttosto complesso, ma che di fatto ne spiegherebbe le cause della morte. Sono ben visibili delle estensioni nodose sulle articolazioni delle costole tipiche del rachitismo, patologia causata da un difetto di ossificazione del tessuto di nuova formazione che deriva principalmente dalla carenza di vitamina D, che sostanza che a sua volta il corpo produce quando esposto ai raggi del sole.

Si evince, quindi, che il bambino aristocratico fosse sovralimentato e sottoesposto alla luce solare. E con molta probabilità proprio la carenza di vitamina D (complice del rachitismo), unita al sovrappeso del piccolo (quindi gli strati di grasso in eccesso) hanno fatto sì che il piccolo morisse e che successivamente, dopo la sua dipartita, i tessuti si mummificassero “naturalmente”. A favorire questo processo, inoltre, avrebbero contribuito anche il flusso d’aria costante all’interno della cripta, a temperatura stabile.

A causare la morte del neonato, però, potrebbe esserci un altro responsabile. I ricercatori hanno appurato che i suoi polmoni erano fortemente infiammati al momento del decesso, perciò potrebbe essere venuto a mancare a causa di una polmonite. Malattia che, a sua volta, era spesso conseguenza proprio del rachitismo.

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