SCIENZA

Un ritrovamento di grande valore è avvenuto nella Grotta Bianca di Capri

Un blocco di ossidiana, incredibilmente prezioso, è stato rinvenuto a Capri, nei pressi della Grotta Bianca: i resti di una nave preistorica

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L’Italia continua a proporre incredibili tesori. La sua storia è così ricca e varia, che in ogni regione si può riportare a galla qualcosa di unico. Ancora una volta è la Campania a far parlare di sé, nello specifico Capri. Nei pressi della Grotta Bianca, infatti, sono stati rinvenuti dei resti di una nave preistorica.

Ossidiana nelle acque di Capri

Capri è da tempo immemore una splendida zona meta turistica. Persone da ogni parte del mondo sognano di poter approdare su quest’isola magnifica posta a breve distanza dal golfo di Napoli. Di certo non farà che aumentarne il fascino il fatto che nelle sue acque chiare siano stati rinvenuti i resti di una nave preistorica.

Portati alla luce, nei pressi della Grotta Bianca, frammenti di quello che doveva essere il carico di una nave d’epoca neolitica. La Soprintendenza per l’Area Metropolitana di Napoli, insieme con la Polizia Nucleo Sommozzatori di Napoli e i Carabinieri del TPC, hanno reso possibile quest’operazione. Il risultato? Oggetti di ossidiana a dir poco splendidi, ma soprattutto dal grande valore storico. Risalirebbero a più di 3mila anni fa.

Il tutto ha avuto inizio in seguito alla segnalazione del nucleo subacqueo della Questura di Napoli. Evidenziata la presenza di resti sommersi in prossimità della celebre Grotta Bianca. Ha così avuto inizio la prima missione di recupero lo scorso 20 novembre 2023.

Saranno ovviamente necessarie nuove indagini, al fine di verificare che non ci siano altri tesori sommersi e sconosciuti. Uno degli obiettivi riguarda il possibile rilevamento dello scafo o parte di esso. Sarebbe straordinario, infatti, riuscire a ricostruire almeno in parte quest’antichissima nave.

Ci sarà un rilievo estensivo del fondale, ma le operazioni di recupero eventuali non saranno semplici. I reperti si trovano infatti a profondità anche superiori ai 40 metri. Recuperare elementi di una certa consistenza non sarà affatto facile. Le nuove operazioni, comunque, sono già state programmate, atte a sollevare ulteriormente il vero sulla Capri preistorica.

A caccia dell’antica nave

Nel corso dei prossimi anni avremo modo di ammirare, di certo, i risultati delle scoperte effettuate nelle acque di Capri. Si tratta infatti di una ricostruzione storica, quella che si svolge nei pressi della Grotta Bianca. Uno sguardo rivolto a un passato molto antico, svelando tracce dell’isola in epoca neolitica.

Il primo oggetto riportato alla luce è un nucleo lavorato in ossidiana. Si tratta di uno degli svariati frammenti individuati nell’area. Il prezioso vetro vulcanico, formatosi grazie al rapidissimo raffreddamento della lava emersa, è stato rinvenuto tra i 30 e oltre i 40 metri di profondità.

Opeazioni rischiose ma che storicamente hanno una rilevanza enorme. Sulla superficie ci sono evidenti tracce di scalpellature e lavorazione, riporta una nota della Soprintendenza. Tutto ciò evidenzia il valore storico del bene ottenuto. Il primo blocco misura circa 28×20 cm per un’altezza di 15 cm. Il suo peso raggiunge quasi gli 8 kg. Ad oggi è posto nei depositi della Soprintendenza, in attesa di interventi di pulizia e restauro. Servirà purtroppo del tempo prima di poterlo ammirare in esposizione.

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