SCIENZA

Le stelle scompariranno davvero tra 20 anni?

Le stelle stanno rapidamente "abbandonando" il cielo notturno: l'inquietante fenomeno è al vaglio degli scienziati, ecco che cosa sta succedendo.

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Dall’alba dei tempi, gli uomini ammirano con incanto e deferenza lo spettacolo incredibile del cielo notturno: stelle e pianeti illuminano la volta celeste con una danza che ancora oggi riesce ad emozionarci. Ma sta succedendo qualcosa di incredibile, che potrebbe ben presto farci dimenticare cosa significa rivolgere gli occhi all’insù e rimanere sorpresi davanti a questa magia. Le stelle stanno davvero scomparendo? Ecco l’allarmante previsione degli scienziati.

Le stelle scompariranno: l’allarme degli scienziati

Le stelle non rappresentano solamente uno degli spettacoli più affascinanti mai esistiti al mondo: basti pensare ai Maya, che basandosi su di esse e sul movimento dei pianeti stilarono il loro calendario, ancora oggi studiato e apprezzato per la sua incredibile precisione. Nel corso dei secoli, il mistero suggestivo degli astri si è pian piano dispiegato sotto ai nostri occhi, grazie alle conoscenze sempre più avanzate dell’astronomia. Ma, quando scende la notte, ancora molti alzano emozionati lo sguardo al cielo, per ammirare quei brillanti puntini così distanti da noi.

Forse, questo spettacolo sta per giungere alla sua conclusione: responsabile della “scomparsa” delle stelle è l’inquinamento luminoso, che secondo gli esperti sta aumentando troppo rapidamente. Dai lampioni che illuminano le strade delle grandi città e dei piccoli paesini ai fari degli impianti sportivi, dalle insegne dei negozi ad ogni singola lampadina che noi stessi accendiamo ogni sera, per rischiarare giardini e terrazzi: tutto questo – e altro ancora – contribuisce a rendere sempre più invisibile il cielo notturno e le sue meraviglie.

“Il cielo stellato fa parte del nostro ambiente, e sarebbe una grave privazione se la prossima generazione non riuscisse mai a vederlo. Non c’è bisogno di essere un astronomo per interessarsene” – ha affermato il professor Martin Rees, particolarmente attivo in ambito politico nel tentativo di contrastare l’inquinamento luminoso. La cosa ancora più preoccupante è che le stelle vengono oscurate ad un ritmo impressionante. Nel 2016, gli esperti avevano avvertito che un terzo dell’umanità non poteva più vedere la Via Lattea. Oggi la situazione è nettamente peggiorata, e le stime sono allarmanti: tra 20 anni, probabilmente, la maggior parte delle costellazioni sarà indecifrabile.

Gli effetti negativi dell’inquinamento luminoso

Perdere la visione del cielo notturno è un danno incredibile, sia a livello sociale che culturale. Ma ci sono conseguenze pericolose che vanno ben oltre: per gli uomini, ad esempio, l’esposizione continua alle luci a LED ha effetti negativi sulla regolazione di alcuni meccanismi corporei, come quello che tiene sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue o quello che stimola la produzione di melatonina. E la nostra salute non è l’unica ad essere a rischio. Anche molti animali sono in pericolo: le tartarughe marine e gli uccelli migratori, ad esempio, usano le stelle per orientarsi durante i loro spostamenti.

Forse, l’effetto più evidente della diffusione di luci a LED notturne, quello che è proprio sotto gli occhi di tutti, riguarda gli insetti. Impossibile non aver notato, nelle calde notti estive trascorse all’aria aperta, qualche mosca o farfalla iniziare a girare vorticosamente attorno ad un lampione sino a scontrarsi con esso – e a morirne bruciata. Gli insetti, che sono una fonte chiave di cibo per gli uccelli e per altri animali, perdono completamente la percezione dell’alto e del basso a causa delle luci artificiali, andando in confusione. E questo non è che uno dei tanti motivi per cui è fondamentale cercare di ridurre l’inquinamento luminoso: non vedere più il cielo stellato sarebbe davvero una gravissima perdita.

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