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In "vacanza" sul Sole? Un viaggio lunghissimo ma non impossibile

In viaggio verso il Sole: ecco come si può arrivare il più vicino possibile alla nostra stella e perché è così difficile avvicinarsi al centro del Sistema Solare

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Fonte: 123RF - rasslava

Il Sole rappresenta da solo il 99,8% della massa del Sistema Solare: da Mercurio fino alla lontanissima Nube di Oort, tutto il sistema di pianeti, satelliti e asteroidi si tiene insieme grazie all’enorme forza gravitazionale esercitata dalla nostra stella, il centro del nostro angolo di Universo.

Ma si può raggiungere il Sole? Stando agli eccezionali risultati della Parker Solar Probe della NASA, ci si può arrivare piuttosto vicino, almeno in termini relativi. Il viaggio, però, è tra i più complicati che si possano immaginare.

Parker Solar Probe: toccare il Sole

La forza gravitazionale esercitata dal Sole è così forte da tenere avvinghiata al nostro Sistema corpi celesti che si trovano fino a 100.000 Unità Astronomiche di distanza. Per farsi un’idea delle dimensioni di cui si parla, basti pensare che un’Unità Astronomica (UA) coincide con 150 milioni di chilometri, cioè la distanza media tra Terra e Sole. Se si moltiplica questa distanza 100.000 volte, si ottiene il raggio d’azione della nostra stella, capace di “trattenere” a sé tutto quanto conosciamo fino a quella nube di comete e corpi celesti ghiacciati che è la Nube di Oort, ai confini del Sistema Solare.

A causa di questa forza, e del movimento ordinato di pianeti, pianeti nani, satelliti e asteroidi attorno alla stella, andare verso il Sole è incredibilmente complicato: l’oggetto ad arrivarci in assoluto più vicino – a 8,5 milioni di chilometri dalla superficie visibile della nostra stella – è stata la sonda Parker, lo scorso 21 novembre.

Lanciata il 12 agosto 2018, Parker è una delle sonde più veloci mai costruite dalla NASA: è previsto che infranga il record di velocità assoluta di un oggetto costruito da esseri umani proprio durante una delle ultime orbite intorno al Sole, quando raggiungerà una velocità di oltre 690.000 km/h.

E nonostante le incredibili performance, Parker Solar Probe si è avvicinata al Sole soltanto il 6 novembre, dopo quasi tre mesi di viaggio. Come nell’antico mito di Icaro, non si può arrivare a toccare il Sole. Ma perché è così complicato arrivarci anche soltanto “vicino”?

Come si arriva sul Sole

Per avvicinarsi al Sole ci vuole 55 volte l’energia necessaria per arrivare su Marte. Il motivo per cui è così difficile arrivare al Sole, è sostanzialmente lo stesso che impedisce alla Terra di finire inghiottita dalla stella, nonostante la spaventosa forza gravitazionale esercitata dal cuore pulsante del Sistema Solare.

Tutto si muove intorno al Sole. Il nostro pianeta, per esempio, si muove a una velocità di circa 107.000 km/h, ovvero 30 chilometri al secondo: si chiama velocità orbitale, e misura quanto velocemente il nostro pianeta si muove rispetto al Sole. Tale movimento avviene quasi del tutto lateralmente al Sole: così, mentre garantisce la stabilità dell’orbita della Terra, ci allontana dalla nostra “destinazione”.

Per arrivare al Sole è necessario contrastare la velocità orbitale della Terra: un’eventuale navicella spaziale diretta verso la stella dovrebbe essere lanciata, a velocità siderali, in direzione contraria a quella seguita dal pianeta nell’orbita intorno alla sua stella. Si tratta non soltanto di attraversare distanze letteralmente astronomiche, ma anche di farlo controcorrente all’interno di una sorta di centrifuga planetaria.

Nel caso della sonda della NASA, è stato necessario diminuire lo spin contrario al Sole di circa 85.000 km/h. Per farlo, non è bastato uno dei razzi più potenti a disposizione, il Delta IV Heavy. Per infrangere il record di avvicinamento al Sole, la sonda si è servita dell’assist gravitazionale di un pianeta: Venere.

Quello che ha lanciato Parker a meno di 9 milioni di km di distanza dal Sole era soltanto il primo di sette passaggi previsti nei sette anni della missione intorno al pianeta più caldo del Sistema Solare. Arrivare “vicino” al Sole non è impossibile, ma abbastanza complicato da richiedere il sostegno di un altro pianeta.

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