SCIENZA

Cambiamento climatico in Italia: perché foreste e montagne non saranno più le stesse

Le foreste e le montagne italiane potrebbero cambiare per sempre aspetto: le previsioni in un nuovo studio sui rischi del cambiamento climatico.

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Circa un terzo del territorio italiano è ricoperto da foreste, attualmente in aumento. Eppure negli ultimi anni fenomeni come siccità, tempeste e incendi le hanno profondamente danneggiate, determinando rapidi cambiamenti, mutandone aspetto e caratteristiche. In particolare le foreste montane mostrano un’alta vulnerabilità al cambiamento climatico e una nuova ricerca pubblicata su Frontiers in Forests and Global Change ha rivelato uno scenario affatto rassicurante ma utile per correre ai ripari.

Foreste montane in Italia e cambiamento climatico, un nuovo studio

Com’è noto, le foreste di tutta Europa stanno affrontando cambiamenti drastici a causa della crisi climatica e in particolare a subirne gli effetti sono quelle che popolano le regioni montane italiane. È quanto emerge nel nuovo studio pubblicato lo scorso settembre su Frontiers in Forests and Global Change dal titolo Altitudinal shifting of major forest tree species in Italian mountains under climate change.

Gli autori Sergio Noce, Cristina Cipriano e Monia Santini – ricercatori presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici di Lecce – si sono concentrati su cinque regioni montane italiane tra gli Appennini e le Alpi considerate maggiormente a rischio, conducendo analisi e proiezioni dettagliate per comprendere quale potrebbe essere l’evoluzione di questi delicati ecosistemi a fronte del cambiamento climatico e in generale di tutti i cambiamenti ambientali ad esso connessi.

Sergio Noce e il team hanno sviluppato modelli di distribuzione delle specie arboree, combinandoli con proiezioni basate su due diversi scenari: uno in cui le emissioni sono moderate e un altro in cui tutto resta uguale. In questo modo hanno potuto sviluppare mappe di idoneità del terreno per la piantumazione di nuovi alberi fino al 2050: “Sapere quali specie saranno avvantaggiate o svantaggiate nelle condizioni future può aiutarci nelle scelte di pianificazione, gestione e conservazione. La foresta fornisce agli esseri umani servizi ecosistemici molto importanti: la regolazione del ciclo dell’acqua, la biodiversità, i prodotti legnosi e non legnosi, il turismo, la cattura e lo stoccaggio della CO2 e molti altri. Ogni scelta fatta oggi avrà un impatto su questi servizi per gli anni a venire e deve essere presa con la massima conoscenza possibile”.

Come cambieranno le foreste e le montagne italiane

È evidente che i cambiamenti sono già in corso e avere a disposizione dati di questo tipo con modelli affidabili è l’unico modo per avere una chiara visione di quanto potrebbe accadere in futuro e, dunque, di quali saranno le implicazioni della crisi climatica per questi ambienti di per sé precari.

Secondo quanto analizzato dal team italiano di ricerca, le foreste europee e in particolare quelle italiane tra Alpi e Appennini subiranno dei cambiamenti drastici, mettendo in conto la diminuzione degli habitat adatti alla crescita di numerose specie arboree, alcune attualmente in aumento. Lo studio afferma che gli alberi che attualmente popolano queste foreste potrebbero in parte scomparire e in parte migrare verso altitudini più elevate, come reazione all’innalzamento delle temperature, riferendosi in particolare a specie diffuse come il larice europeo e il cerro. È altresì possibile che gli ecosistemi tipici dell’alta montagna come i prati alpini diventino sempre più rari, poiché gli alberi invadono i prati attuali.

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