SCIENZA

Hanno creato il primo frutto "geneticamente modificato"

La prima banana geneticamente modificata è pronta per essere lanciata sul mercato: il progetto permetterà di renderla resistente alle malattie

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L’unico frutto dell’amore, come recita una vecchia canzone, è ora anche il primo frutto geneticamente modificato. La banana è al centro dei dibattiti agroalimentari e scientifici dopo l’approvazione di un progetto legato a questo prodotto, per la precisione una delle colture più importanti del mondo, la Cavendish.

L’ok da parte delle autorità di regolamentazione è avvenuto in Australia: in poche parole la banana in questione è capace di resistere persino ai funghi mortali, la principale minaccia per i coltivatori dell’intero pianeta. Il nuovo frutto è stato ribattezzato QCAV-4, pronto per il consumo nonostante qualche comprensibile perplessità sul gusto.

La malattia che colpisce la banana Cavendish

La banana Cavendish di cui si sta parlando è stata pensata per resistere nel migliore dei modi a un fungo specifico, meglio noto come “Panama Disease Tropical Race 4” o “TR4”. I coltivatori e produttori lo conoscono molto bene, tanto è vero che questa patologia sta mettendo a dura prova un’industria multimiliardaria. A guidare la sperimentazione del frutto in questione è stato James Dale, docente della Queensland University of Technology. A suo dire la banana renderà l’intero settore molto più sicuro, nonostante l’intenzione non sia quella di lanciarla immediatamente sul mercato. Tra l’altro, non è stata scelta una varietà qualsiasi tra quelle attualmente conosciute.

La Cavendish, infatti, rappresenta da sola ben il 50% della coltivazione commerciale globale. Non è una percentuale trascurabile, visto che in tutto il mondo le varietà di banana sono comprese tra le 300 e le mille unità. Il frutto oggetto della sperimentazione genetica, poi, è diventato popolare come non mai dopo lo scoppio di un’epidemia della malattia di Panama che ha devastato diverse piantagioni. Il fungo è stato identificato per la prima volta negli anni Novanta del secolo scorso e da quel momento si è diffuso in paesi come la Cina e l’India. Le caratteristiche della prima banana modificata sono presto dette.

Una banana tutta da studiare

Come hanno avuto modo di spiegare i ricercatori che si sono occupati del progetto, si tratta soltanto del primo di una serie di passi da compiere, anche se è molto significativo. L’approvazione da parte degli enti regolatori non è ancora arrivata, ma c’è un cauto ottimismo in merito. A questo punto sorge spontanea una domanda: che cosa bisogna valutare prima di lanciare questa banana in maniera definitiva?

Le autorità che si occupano dei controlli sulla banana geneticamente modificata, dovranno capire se ci sono dei rischi sia per la salute dei consumatori che per l’ambiente. La coltivazione commerciale, infatti, non dovrà compromettere ecosistemi e biodiversità. Il passaggio successivo all’approvazione consisterà nel rilascio di una licenza per autorizzare la coltivazione stessa. Bisognerà armarsi di pazienza prima di parlare di una vera e propria svolta: molto probabilmente serviranno due cicli di consultazioni tra gli esperti del settore, con il primo incontro in programma per il prossimo mese di agosto.

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